Lo studente e i piani dell´omicidio

L´aggressione di Povolaro
Suo padre migliora
La procura potrebbe chiedere una consulenza informativa sul computer che era in uso all´indagato

Migliorano le condizioni di Marco Cerasoli, il manager in cerca di occupazione di Povolaro di Dueville ferito gravemente dal figlio Luca la scorsa settimana. Il padre, 50 anni, si sta riprendendo dalle lesioni subite nell´aggressione e non è escluso che nei giorni prossimi possa essere ascoltato dai carabinieri o direttamente dal pubblico ministero Severi.
Nel frattempo, il figlio di 21 anni, studente universitario, rimane in carcere con l´accusa di tentato omicidio aggravato. Il suo difensore, l´avv. Carotta, starebbe cercando una comunità che possa ospitarlo agli arresti domiciliari, dove avviare un percorso di riabilitazione e di cura.
Gli inquirenti che hanno sequestrato il suo computer hanno trovato all´interno ampie tracce di quello che appare il suo piano criminale: uccidere il padre e simularne il suicidio. Non è escluso che la procura chieda ad un consulente di compiere l´esame del pc, alla ricerca di tutti gli appunti, anche cancellati, sulla vicenda, anche per acclarare che l´aggressione compiuta dal giovane fosse premeditata, con una precisa scansione temporale. Da quanto è emerso, Luca avrebbe deciso tutto nei dettagli, anche minimi, preparando dei piani alternativi nel caso in cui qualcosa fosse andato storto. Fortunatamente, non hanno funzionato nemmeno i progetti secondari, perchè il padre, pur sorpreso dall´aggressione fulminea del ragazzo perchè stava ascoltando della musica con le cuffiette, era riuscito a reagire e a chiudersi all´interno della stanza.
Luca, all´arrivo dei carabinieri, aveva ammesso di aver ferito il padre («l´ho accoltellato perforandogli un polmone», avrebbe riferito loro con precisione), ma perchè il genitore lo avrebbe aggredito. Una bugia, secondo la procura, per difendersi dalle accuse.

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