Le borse della Gienne non sono copiate

INCHIESTA. Un artigiano di Dueville è accusato di aver contraffatto “La postina” di Zanellato
E ora i giudici le restituiscono
Aveva iniziato a produrle prima che venisse depositato il marchio

Quando la guardia di finanza di Riva aveva trovato in vendita in un negozio di Torbole quelle borse, le aveva sequestrate denunciando il commerciante Diego Simoni alla procura di Rovereto. Ma era scattata anche la segnalazione a Vicenza, perchè le borse erano state realizzate dalla “Gienne snc” di via Garibaldi a Dueville. Pertanto, nei giorni scorsi, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria, su ordine del pubblico ministero Silvia Golin, avevano compiuto una perquisizione sequestrando 16 borse ed alcuni disegni. Il titolare del laboratorio artigianale, Giuseppe Marzaro, 56 anni, di Dueville, era stato iscritto sul registro degli indagati con l´ipotesi di aver contraffatto marchi industriali, perchè avrebbe copiato il celebre modello “La postina” del gruppo Zanellato di Vicenza.

Come è noto, il modello è oggetto da tempo di numerosi tentativi di clonazione, e sono in corso numerosi procedimenti penali sia a Vicenza che in altre città.
Ma nel caso della “Gienne” il titolare ha ottenuto un´importante vittoria in tribunale. Nei giorni scorsi, infatti, il collegio del Riesame presieduto da Gianesini (giudici Rizzi e Taschin) ha accolto al richiesta della difesa di Marzaro, con l´avv. Elena Dal Dosso, ed ha disposto il dissequestro delle borse, che sono state restituite all´artigiano.
Marzaro aveva sottolineato in primo luogo che quelle borse fanno parte della tradizione della pelletteria, perchè si rifanno a quelle in uso ai postini dei decenni passati, nelle quali infilavano giornali e corrispondenza da recapitare a domicilio. E che lui aveva iniziato a produrle ancora nel 2010, prima che Zanellato depositasse il marchio che l´ha reso un punto di riferimento, non solo in Italia.
«Le borse sequestrate - pur potendo essere genericamente confondibili con quelle di Zanellato - sono del tutto prive di marchi o elementi decorativi richiamanti il produttore o il modello», è il ragionamento dei giudici, che sottolineano come i prodotti della “Gienne” non presentino segni originali, ma una caratterizzazione da sempre presente sul mercato, anche se la questione può avere una rivelanza di natura civilistica.
Le borse realizzate a Dueville, poi, non hanno alcun particolare carattere distintivo; non copiano marchi o segni della nota società vicentina, nè hanno le medesime peculiarità che distinguono il marchio depositato. «La borsa prodotta da “Gienne” - è quanto afferma l´avv. Dal Dosso - non può essere in alcun modo confondibile dal consumatore medio, sia per il prezzo a cui viene venduta (80 euro, contro i 500 de “La postina”), sia per le numerose differenze stilistiche fra le due».
Per il tribunale, che ha citato una sentenza della Cassazione sul caso della borsa Birkim di “Hermes”, non sarebbe ravvisabile nemmeno in astratto la sussistenza del reato che è stato contestato a Marzaro. Il quale ora, dopo essersi visto restituire le sue borse, potrebbe ottenere l´archiviazione del procedimento penale che era stato aperto a suo carico.

Tagged under: processo

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.