«Lasciate riposare mio papà in pace»

DUEVILLE. Dopo il trasferimento della salma di Giuseppe Calgaro da un cimitero all'altro, dopo il funerale, interviene la figlia maggiore Cristiana

«Mi rivolgo a mia madre e a Monica: tutto quello che sta succedendo in queste ore non fa parte di lui»
La ex: «Io ho agito con correttezza e buon senso»

«Lasciate riposare mio padre in pace. Lo dico a mia mamma e a Monica, la sua compagna: lui non c'entra nulla con tutto quello che sta succedendo. Non devono esistere rancori in questi momenti, e se ci sono andrebbero messi da parte».Cristiana Calgaro è la figlia maggiore di Giuseppe, l'imprenditore orafo vicentino morto nei giorni scorsi a 69 anni a causa di un male che ha piegato anche la sua tempra d'acciaio. Cristiana è nata dal matrimonio fra Silvana Sorsi e Giuseppe; quest'ultimo, dopo la separazione, ha convissuto per molti anni con Monica Fin, dalla quale ha avuto altre due figlie. Con loro abitava a Povolaro di Dueville, dove mercoledì sono stati celebrati i funerali. Ma la tumulazione non è avvenuta, come pubblicato inizialmente sulle epigrafi, nel cimitero di Povolaro, ma ad Altavilla, dove Calgaro aveva una cappella di proprietà dove sono sepolti i suoi genitori. Perchè? A scegliere Povolaro sarebbe stata Monica, sulla scorta - da quanto è emerso - delle volontà del defunto; mentre Silvana, separata ma non divorziata, ha chiesto di portare la salma ad Altavilla, ottenendo idonea documentazione dal Comune di Dueville.«Voglio che mio papà riposi in pace - dice Cristiana, con la voce rotta dal dolore -. Ho chiamato il parroco di Altavilla affinché lo benedisse. Non avevo saputo nulla di quello che è successo. Fosse stato per me lo avrei portato in Sardegna, la terra che lui amava». Cristiana ha scritto una lettera al padre: «Ciao papà, in questo strano giorno in cui la tua assenza è la presenza più importante, in cui il dolore non può dare pace nemmeno al silenzio del mio cuore e della mia anima, senza parole, trovo quelle da dirti. Papà, oggi resta solo l'amore... Voglio dirti grazie per avermi insegnato la vita». E ancora: «A voi, mamma e Monica, sento di dire solo che tutto questo non è nulla del mio papà». Per questo la figlia chiede che Giuseppe «venga fatto riposare in pace».Ieri, sulla vicenda è intervenuta anche la moglie separata, Silvana, che spiega: «Non ho fatto nulla di diverso dal buon senso e da quello che mi è consentito dalla legge». Sorsi spiega: «Non sono a conoscenza di un testamento di Giuseppe Calgaro, ma è evidente che se esiste, Monica Fin avrebbe eseguito le volontà del defunto». Inoltre, le onoranze funebri «sono obbligate per legge a espletare il loro compito attraverso documenti che comprovino la titolarità del diritto». Silvana fa riferimento alla proprietà della cappella nel cimitero di Altavilla, e sottolinea di aver inviato un telegramma a Monica Fin, «rappresentando la mia volontà in merito alla tumulazione ad Altavilla. In seguito, nella tarda mattinata di mercoledì, sono stata contattata (non ho contattato nessuno) dall'impresa funebre che mi chiedeva il permesso per la tumulazione a Povolaro. Mi sono limitata a dire che non ero d'accordo ma che se avevano regolare documentazione procedessero pure». Dopo il funerale Sorsi ha saputo che la salma era sistemata in una stanzetta e «solo allora attraverso un regolare permesso del Comune mi sono mossa per trasferire la salma ad Altavilla, dove è stata tumulata dopo la benedizione».Per questo Sorsi è convinta di avere agito con correttezza: «Mi amareggia che la perdita di una persona casa possa essere strumentalizzata in questo modo», precisa.La figlia Cristiana, che sottolinea di voler rimanere lontana da qualsiasi polemica, spera che la vicenda si chiuda, per la memoria del padre, al quale, «pur fra alti e bassi nel nostro rapporto, ho sempre voluto molto bene. E oggi la sua perdita è un dolore incommensurabile».

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