La nonna tifosa uccisa da malore dopo la partita

IL DRAMMA. Era stata al Menti col figlio per la gara Vicenza- Reggiana

È morta a 79 anni fuori dallo stadio col braccialetto del Lane al polso In curva "Sud" da quasi tre lustri la conoscevano come "la Silvana"

Per tifosi biancorossi era "la Silvana" della "Sud". Sorriso stampato in volto e l'emozione di una ragazzina, con la sciarpa del Lane sempre al collo, ogni volta che varcava i cancelli del Menti per andare in curva. Da venerdì sera Silvana Motterle, 79 anni, non c'è più. Se n'è andata per un colpo improvviso al cuore, dopo la partita del Vicenza con la Reggiana, mentre, sotto braccio al figlio, camminava verso l'auto parcheggiata davanti all'istituto Salvi. A nulla sono serviti i tentativi di rianimarla di due infermieri, come lei appena usciti dallo stadio. Neppure l'arrivo del 118 e le cure in ambulanza.Silvana, venerdì sera, si è accasciata sul marciapiede, con il braccialetto ufficiale del Lane al polso, comprato poco prima per supportare la squadra. Ne aveva acquistati tre. Anche per i suoi figli, Stefano e Roberto che era con la madre alla partita. «Sto male, Roberto sto male» le inattese, ultime parole di Silvana. A pochi passi dal Menti, dove il "suo" Vicenza, ancora senza un destino, venerdì sera aveva provato a gettare il cuore oltre l'ostacolo, per cercare un'altra vittoria. Quel successo interno davanti al pubblico biancorosso che manca dal 5 novembre scorso. Quello stesso grande cuore biancorosso che aveva battuto fino a pochi momenti primi nel petto di Silvana, assieme a tutto lo stadio, quando al Lane è stato annullato un gol e gli è stata tolta la possibilità di pareggiare.Silvana Motterle abitava con il marito Egidio Lovo, ex dipendente della "Valbruna", in via Marosticana a Vicenza. Per una vita aveva fatto la casalinga e la mamma dei tre figli Giuliana, Roberto e Stefano. Era nonna e bisnonna. Faceva volontariato in parrocchia a Vivaro di Dueville, dove martedì saranno celebrati i suoi funerali. Amava anche cantare e aveva fatto parte del coro parrocchiale. Una passione, come quella per il Vicenza Calcio, che condivideva con Stefano che fa parte delle Voci del Pasubio di Isola Vicentina, e con Roberto. I suoi figli. Aveva la tessera del tifoso da 15 anni.Per Silvana la crisi senza fine del Lane «era come vedere rasa al suolo la Basilica Palladiana». Lo dice il figlio Stefano Lovo, commosso. «"La Silvana" era e resta la dimostrazione che per i vicentini, per i tifosi, per la città, il valore del Vicenza Calcio va al di là del significato sportivo». È passione, storia, tradizione. È vicentinità. È amore. «Mamma andava allo stadio con mio fratello Roberto ad ogni partita in casa perché amava stare in mezzo ai tifosi della curva. Salutava papà prima di partire con la sua sciarpa al collo, il cuscinetto biancorosso sotto il braccio. Allo stadio faceva il tifo. Si divertiva un mondo. Si arrabbiava con gli arbitri: secondo lei il Vicenza aveva sempre ragione in campo. Le trasferte le guardava in tivù al bar».L'ultimo saluto a Silvana, veterana del Lane, sarà celebrato domani alle 15 nella chiesa di Vivaro di Dueville.

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