«La Fidas, le procedure e la responsabilità»

Lettere al giornale

Ho letto con perplessità l'articolo del 29 dicembre sul commissariamento del gruppo Fidas di Dueville. Dico subito che sono presidente del gruppo Fidas Alpini Savegnago/sg Battista e che anch'io ho votato la decisione di chiedere una lettera di manleva ai presidente dei gruppi. Io ritengo che la trasparenza e responsabilità nelle Onlus siano fondamentali per la sopravvivenza delle stesse. Una delle scelte che più ho apprezzato è stata la risolutezza con la quale il direttivo provinciale ha ribadito la necessità della trasparenza e la responsabilità da parte di tutti. A tale scopo due anni fa sono state adottate dalla Fidas provinciale procedure molto severe nella rendicontazione economica, le stesse che da quest'anno sono state adottate anche dalla Regione Veneto per le Onlus. Corollario di questa impostazione è la responsabilizzazione dei singoli presidenti, appunto con la sottoscrizione di una lettera di manleva che sollevava il presidente provinciale da eventuali responsabilità amministrative. Il perché è presto detto: i presidenti di Gruppo, congiuntamente ai loro tesorieri, hanno il potere di firma per le spese. Non si vede perché gli stessi non debbano essere responsabili delle stesse (altrimenti: io ho diritto di spendere ma ne rispondono altri). Si dice nell'articolo che comunque i bilanci sono "sottoposti ai revisori". È vero. Ma se io commetto un'irregolarità contabile grave e i revisori me la segnalano ed io non intendo risponderne, cosa succede? Se la Regione contesta i bilanci, chi ne risponde? Fino a ieri tutta la responsabilità ricadeva sul presidente provinciale (teniamo conto che ci sono più di 80 gruppi in provincia): è giusto che ognuno risponda delle proprie responsabilità. Tutta la polemica nasce dal fatto che il Consiglio di presidenza provinciale chiedeva ai presidenti di gruppo la sottoscrizione di una lettera di manleva. Il presidente di gruppo di Dueville si è rifiutato di firmarla. Su una decisione di cui essere fieri, e che speriamo tutte le onlus adottino, si trascina la Fidas in una polemica che non serve certo all'attività. Perché? A me pare il tutto molto pretestuoso. Non me ne voglia l'ex presidente: potrebbero anche esserci influenze esterne, magari subite inconsapevolmente. Ma ho provato anche preoccupazione. Ho letto delle valutazioni di un rappresentante politico di minoranza del Consiglio comunale di Dueville: spero che le discussioni interne all'organizzazione non siano buttate nel frullatore della politica. So come andrebbe a finire. Sarebbe un grave danno per tutte le organizzazioni del dono.Luciano VolpatoPresidentedel Gruppo FidasAlpini Savegnago/S. G. Battistadi San Bortolo e Laghetto

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