La causa dell´incidente fu la buca

LA TRAGEDIA. Il superperito incaricato dal giudice ha presentato l´esito del suo studio sulla morte di Matteo Dall´Osto

Cinque funzionari pubblici sono accusati di omicidio colposo per il dramma lungo strada Marosticana

Per l´esperto non poteva esserci altra causa per giustificare quel volo dal motorino. Il salto in avanti del ciclomotore era dipeso prima dall´avvallamento e poi, dopo il tentativo del giovane di restare in equilibrio, dalla buca. L´incidente non può essere stato provocato dalla velocità eccessiva o dalle gomme sgonfie, come hanno sostenuto i consulenti di parte. Matteo Dall´Osto è caduto per colpa della buca sull´asfalto. È quanto ha sostenuto ieri Alessio Maritati, l´esperto di incidenti stradali nominato perito dal giudice Furlani per fare chiarezza sulla dinamica del tragico incidente avvenuto il primo maggio 2010.
Matteo Dall´Osto, 18 anni, di Dueville, morì in ospedale qualche ora dopo lo schianto, avvenuto mentre si stava recando in città. Sono cinque gli indagati per omicidio colposo: sono attuali ed ex dipendenti di Aim, accusati in seguito alla morte del ragazzo deceduto dopo aver perso l´equilibrio in moto lungo strada Marosticana. Il pm Pecori aveva due volte chiesto l´archiviazione, a cui si era opposta la famiglia del giovane (assistita dall´avv. Daniele Accebbi). Il giudice Gerace aveva disposto l´imputazione coatta. Un altro giudice, accogliendo la richiesta delle difese, aveva ordinato la superperizia per fare luce. In aula Gianfranco Ledda, 63 anni, direttore dell´ex Amcps; il responsabile asfaltature Massimo Dalle Ave, 42; il capo squadra scavi Paolo Vialetto, 43; l´ingegner Massimiliano Saita, 44, e, infine, il dirigente responsabile Andrea Negrin, 39. Responsabile civile le assicurazioni Generali (avv. Rebesani). Difesi dagli avvocati Lucio Zarantonello, Giulio e Giovanni Manfredini, Lino Roetta e Andrea Tirondola, gli indagati hanno sempre respinto responsabilità nella morte del giovane. Il perito ieri ha escluso che possano esserci altre cause; l´avv. Zarantonello ha eccepito il fatto che Maritati abbia usato testimonianze, violando la procedura. Si torna in aula il 15 aprile.

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