L'auto elettrica di Marioni è futuro - Renzi ora lo aiuti

CONFINDUSTRIA. L'assemblea del Raggruppamento Est alla Askoll

Vescovi: «Lo dirò al premier che viene qui giovedì»
L'imprenditore sta ormai per cedere il 51% ai cinesi
«Ma se c'è un investitore disponibile qui ben venga»

«Non trovo possibile che un imprenditore rischi tutto se stesso per realizzare una cosa innovativa che stravolge il nostro modo di pensare, di vivere, in grado di rappresentare il futuro e che dal mondo finanziario gli venga risposto che il progetto non interessa per ragioni che trovo francamente incomprensibili. Ho saputo poco prima di venire qui che il premier Renzi giovedì sarà a Vicenza. Quando lo incontrerò gli dirò che la vicenda di Elio Marioni, presidente di Askoll, è davvero mortificante. Io ringrazio Marioni perché è un innovatore, un esempio per tutti noi. Non è giusto finisca così». Luciano Vescovi, presidente di Confindustria Vicenza, ha salutato con una certa amarezza i 340 imprenditori all'evento promosso ieri dal raggruppamento est Vicentino guidato da Stefano Rasotto, nella tensostruttura allestita nel circuito prove per la mobilità sostenibile di Askoll a Dueville.ATTESA. L'attesa è tutta per il prototipo dell'auto elettrica a marchio Askoll, frutto di 3 anni di progettazione, per tre ore coperto da un lenzuolo bianco, e che ora, come ha denunciato al Giornale di Vicenza il patròn del gruppo industriale, necessita di 150 milioni di euro per essere messo in strada tra 12/18 mesi. Marioni ha raccontato, interrotto sei volte dagli applausi, della sua voglia innata di cambiamento, legata alla ricerca di nuove rotte anche a causa della crisi che ha colpito l'industria degli elettrodomestici per cui realizza i motori, e della sua volontà strenua a mantenere la capacità intellettuale cresciuta in azienda. In Askoll hanno creduto i cinesi proponendo un patto: soldi sul piatto ma produzione dell'auto elettrica in Cina. «Sei un genio, mi hanno detto tutti in Italia, ma nessuna apertura a livello di investimenti, a partire dalle banche». Quanto a Renzi: «Abbiamo mandato parecchie lettere, ma abbiamo ricevuto il totale disinteresse, non credo che la mobilità elettrica sia il suo obiettivo, non c'è voglia di guardare in faccia la realtà. In Cina mi ha accolto il sindaco di una città di 5 milioni di abitanti, il governo, gli imprenditori».SFIDA. Il velo si alza sull'auto che consuma come un ferro da stiro e si ricarica in casa, compatta e con i sedili di una Porsche, tutti si alzano in piedi per fotografare. La lettera di intenti con i cinesi è già firmata, il rischio di vedere la vettura prodotta vicino a Shangai, con una società detenuta al 51% dal governo cinese, è ormai bello grosso. «Non è possibile - non si capacita Rasotto - che il Governo non sia in grado di aiutare un imprenditore che vuole ancora investire in Italia?». «In Olanda dal 2025 - aveva detto Vescovi - non sarà più possibile viaggiare con le auto a combustione. Noi qui abbiamo l'imprenditore Elio Marioni che ha un progetto innovativo ed è mortificante che in Italia gli siano state chiuse le porte». «Se qualcuno vuole investire è il benvenuto», non demorde Marioni rivolgendosi alla platea, dopo aver fin lì anche sostenuto il «legame tra politica, burocrazia, finanza, che sembrano funzionare in simbiosi, anche se disgiunti, con l'obiettivo però di autosostenersi».ROTTA. Mare in tempesta quello trovato da Marioni, un'impresa di diversificazione che sarebbe ardua anche per Mauro Pelaschiar skipper e indimenticato timoniere di "Azzurra", la prima barca italiana a partecipare, negli anni Ottanta, all'America's Cup, che ieri ha portato la sua testimonianza. Così come per l'imprenditore veronese Sandro Bordato, amministratore delegato di Gruppo Ceit, che dalla passione di velista ha trovato nuove strategie per implementare i processi aziendali, con Alberto Panzera business coach di Niuko Innovation & Knowledge che ha paragonato sempre più i cambiamenti aziendali ad una sky run, corsa in montagna, per tornare poi alla barca e alla necessità per gli imprenditori di essere in grado di governare la tempesta. «Io - ha detto Marioni - di acqua, vele e barche non me ne intendo. Con la mia squadra ho cambiato gioco e lo difenderò e lo realizzerò. O qui o altrove».

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