L'assessore Cangini va in guerra ma non dimentica la sua comicità

IL FILM. Paolo Cevoli racconta i retroscena del film sulla Grande Guerra e anticipa il suo ritorno ferragostano a Dueville

Il 18 agosto tornerà al Busnelli assieme a Claudia Peroni per raccontare la sua storia personale dal cavernicolo all'uomo... social

Paolo Cevoli, la Grande Guerra, gli alpini, dramma e comicità: è questo il mix che offre il comico romagnolo, e per la prima volta regista, nel suo film "Soldato Semplice", pellicola presentata al Busnelli Giardino Magico 2015 a Dueville. Ad introdurre il lungometraggio è lo stesso Cevoli, alle prese con il pubblico di via Rossi come se si trovasse sul palco di Zelig. «Fino a 44 anni ho fatto l'imprenditore e da piccolo volevo avere una catena di alberghi, non fare il comico», ha raccontato alla platea. «Vivevo a Riccione, nella bassa Italia, - ha ironizzato - ma poi sono emigrato al nord, a Bologna dove ho aperto un locale. Mi divertivo a raccontare le barzellette ai clienti e così mi hanno notato quelli di Zelig. Mi dicevano: "Cevoli, devi venire in tv, hai la fortuna di essere un coglione"».

Dopo questa esilarante premessa, un canto alpino ha dato il via ai 99 minuti sul grande schermo. Prima della proiezione - di cui è regista, sceneggiatore e anche uno degli interpreti - qualche domanda.Com'è nato il film?Avevo scritto un monologo teatrale su un soldato al fronte, testo ispirato dalla storia di mio nonno che in guerra faceva l'eliografista. Un mio amico mi ha consigliato di farne un film. Io gli ho risposto "Non sono mica patacca, non lo faccio". Alla fine, però, sono patacca e l'ho fatto. Non è un'operazione commerciale, altrimenti sarebbe stato più facile e comico. In generale il film sta andando bene.Cosa direbbe suo nonno di "Soldato Semplice"?Mio nonno si faceva molto gli affari suoi. Ma penso mi avrebbe chiesto se c'era proprio il bisogno di girarlo.Comicità e guerra. Come si legano questi concetti nella pellicola?Ho voluto raccontare la drammaticità della guerra con ironia, in particolare tramite la figura dell'alpino. Gli alpini non si sono mai tirati indietro, rischiavano la vita mantenendo uno spirito vivo, cantando e bevendo.Oggi potrebbe servire lo spirito degli alpini?Si. In un momento di difficoltà come quello attuale il sorriso sulle labbra aiuta ad affrontare le difficoltà. Oggi la gente è meno abituata a fare sacrifici, mentre cento anni fa la guerra non era molto diversa dalla vita quotidiana con la scarsità di cibo, le malattie e la morte.Preferisci cinema, teatro o cabaret televisivi?Mi piacciono tutti. Il teatro porta con sé sostanza ma poca visibilità, la tv l'esatto opposto. Il cinema sta a metà.Quale tra i personaggi interpretati durante la tua carriera ti si avvicina di più?Quei personaggi sono le varie sfaccettature della mia reale personalità: tutti.Il 18 agosto tornerai al Bgm con Claudia Peroni. Qualche anticipazione?Racconterò la storia dell'umanità attraverso la mia storia personale. Dal cavernicolo all'utente di Fb.

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