L´amore è un doppio raviolo dedicato a Giulietta e Romeo

L´IDEA. Nato a Verona da un pastaio e un editore. Montecchio intanto...



Due ripieni diversi a base di Monte Veronese, Amarone, amaretti, fragola, anatra, melograno

L´amore? È un raviolo. Quello di Giulietta profuma di melograno, quello di Romeo di vino rosso. A chi non basta rievocare la storia più struggente mai scritta e ripercorrere i luoghi dove venne teatralizzata, ecco un piatto che porta il nome degli innamorati più celebri del mondo. Lo ha messo a punto un geniale veronese che di mestiere (primario) fa l´editore, Emanuele Delmiglio, incontrando un imprenditore della pasta come Loris Bennati che ha messo a disposizione macchinari e risorse. La sua Arte Pastaia con sede a San Martino Buon Albergo appena da un paio di mesi produce “Cuor d´amore”, raviolo ripieno che unisce vari prodotti tipici e che è una occasione per far parlare del Veneto, di Verona e di Vicenza nel mondo.
Del Miglio che già 4 anni fa “brevettò” il Capél de Napoleon, con ripieno all´asparago di Mambrotta, si è avventurato su terreni più insidiosi: il raviolo di Giulietta parla di formaggio Monte Veronese, di melograno, fragola, aceto balsamico e amaretti, insomma una delicatezza in versione femminile. Quello di Romeo è più sapido, avvolgendo un ripieno di Monte Veronese, anatra al forno e Amarone della Valpolicella. Cottura 5 minuti.
Quasi dolce, il Cuore di Giulietta ricorda vagamente i tortelli mantovani. Il Cuore di Romeo invece lascia in bocca un segno più deciso, complice l´Amarone. Il tutto viene predisposto in una vaschetta di plastica da 250 grammi (e scatola colorata) perchè i turisti - gli ingredienti, la ricetta e le istruzioni sono già in tre lingue - portino a casa un po´ d´amore... per la cucina.
Peccato, stando al versante vicentino, che l´idea sia nata nella provincia scaligera dove tracce storiche di Giulietta e Romeo proprio non ce ne sono, ma tutto a partire dal balcone è magistralmente ricostruito dopo l´ambientazione di Shakespeare, che nella sua commedia immaginò i due giovanissimi innamorati a Verona. L´ispirazione al Bardo venne da novelle italiane, prima tra tutte quella di Luigi da Porto, cavaliere e scrittore di Montorso che la vicenda la immaginò tra i due castelli veri esistenti a Montecchio Maggiore, con due famiglie rivali, e forse si ispirò al suo triste amore mai corrisposto per una cugina. A questo punto viene da chiedersi: Montecchio Maggiore a breve avrà la statua in pietra di Romeo, e che potrebbe mettere in tavola col suo nome? Una risposta arriva dalla nuova gestione del ristorante Castelli di Giulietta e Romeo a Montecchio, dove sono tornati in tandem lo chef Amedeo Sandri e il sommelier Sergio Boschetto del Molin Vecio assieme a Roberto Astuni. Da tre settimane hanno riaperto i battenti dello storico locale. Il menu Romeo e il menu Giulietta di cui sul web parlano già i primi assaggiatori potrebbe riservare delle sorprese.

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