L´allarme di una donna salva la vita a 7 persone

L´altra notte a Povolaro rischiata la tragedia per una fuga di monossido di carbonio

«Ci stiamo sentendo tutti male: fate presto, c´è pure una bimba» Questa la telefonata al Suem che ha sventato la disgrazia

Sette persone, tra cui anche una bambina appena nata, intossicate dal monossido di carbonio respirato in un´abitazione a Passo di Riva di Dueville. Vittima la scorsa notte delle esalazioni provenienti da una stufa a legna utilizzata per riscaldarsi, un intero nucleo familiare di origine ghanese.

Era circa la mezzanotte di giovedì quando dall´appartamento situato al civico 301 di strada Marosticana, a Passo di Riva di Dueville, è partita la chiamata al 118. «Ci stiamo sentendo tutti male, anche i bambini, fate presto», la telefonata disperata di una donna ai soccorritori. Come poi hanno appurato i vigili del fuoco e i carabinieri, intervenuti assieme ad un´ambulanza del Suem, già da parecchie ore prima dell´allarme l´aria all´intero dell´abitazione era diventata irrespirabile. Colpa del monossido di carbonio prodotto dalla stufetta a legna che, con i primi freddi, gli inquilini tengono accesa per riscaldare le stanze. Proprio per evitare di disperdere il calore anzi, le finestre sarebbero rimaste chiuse per tutto il giorno, rendendo gli ambienti saturi di sostanze tossiche. Ad accorgersi che qualcosa non andava, uno dei bambini, tre in tutto, che vivono nella casa: «I due bimbi di dieci anni erano tornati da scuola intorno all´una e uno di loro ha cominciato a lamentarsi dicendo di avere mal di testa e di fare fatica a respirare», racconta Ameinvi Gbeti, che vive nell´appartamento con la moglie e la figlia appena nata, condiviso anche da un altra coppia, genitori dei due ragazzini più grandi. Solo parecchie ore più tardi però, era quasi mezzanotte, anche gli altri componenti delle due famiglie hanno cominciato ad accusare i sintomi tipici di un´intossicazione, con mal di testa, nausea e forte stanchezza. Immediata a quel punto la chiamata all´ospedale. Trasportati tutti e sette, quattro adulti e tre bambini, tra cui anche la piccola appena nata, al pronto soccorso del San Bortolo di Vicenza, le loro condizioni non sono state giudicate fortunatamente gravi. Dimessi dopo poche ore, sono potuti rientrare a casa, con la raccomandazione di areare le stanze per evitare alte concentrazioni di monossido. Un killer invisibile che, se non scoperto in tempo, può portare rapidamente alla morte per anossia, cioè per la totale mancanza di ossigeno. Incidenti domestici mortali che si verificano soprattutto in inverno, proprio per l´uso improprio di stufe e sistemi di riscaldamento difettosi che, come ricordano i vigili del fuoco, devono essere controllati costantemente.

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