«L'accoglienza diffusa è un'altra scelta sbagliata»

Non si placano i timori a Dueville, dopo lo stop all'Hub. «Prendiamo atto di un risultaro» dichiara Alessandro Cegalin, portavoce di Vicenza ai vicentini, «figlio della retromarcia del proprietario del capannone che avrebbe dovuto ospitare un centinaio di migranti. Siamo soddisfatti nel constatare che il nostro contributo, insieme a quello del comitato di residenti e di altri che si sono mobilitati, abbia saputo indurre le istituzioni a rivedere decisioni intraprese con troppa superficialità. Ma siamo ancora preoccupati. Sostenere, come fa il sindaco di Dueville, "l'accoglienza diffusa" è fuorviante e poco trasparente: la realtà vede nella nostra provincia 2.300 arrivi, ben più dei preventivati che testimoniano non più uno stato d'emergenza, ma una "mala gestio" da parte di Prefetture e Istituzioni. "Accogliere per accogliere" è follia capace di indurre il popolo alla "lotta tra poveri"».«La Giunta relazioni su quanto detto alla Prefettura» rincara Tatiana Salbego, segretario della Lega Nord Dueville e Caldogno. «La Lega è pronta all'opposizione ad oltranza». Nonostante il Consiglio Comunale di Dueville abbia espresso contrarietà alla realizzazione di un Hub di prima accoglienza e la Prefettura abbia informalmente dichiarato che la trattativa con la proprietà dell'immobile in Via della Tecnica sia andata in fumo, la Lega Nord è contraria anche all'ipotesi di un'adesione del Comune al sistema di accoglienza diffusa. «Se ritenevamo che la realizzazione di un Hub fosse pura follia, messa in campo da chi vuole guadagnare sui presunti profughi a spese dei cittadini, siamo contrari anche all'accoglienza diffusa e gestita dalla Prefettura. Dueville non è nelle condizioni di accogliere nemmeno i 40 clandestini che prevede il sistema studiato dal Ministero dell'Interno: sono troppi e non sappiamo se saranno gli ultimi oppure i primi di una lunga serie. Di fronte a un Governo che ha dimostrato di non essere in grado di gestire un'emergenza così grave, non possono essere i cittadini di Dueville, né di nessun comune Veneto a farne le spese».

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