Jarvis, la musica che si vede incantò Lou Reed

INTERVISTA. Il fondatore dei The Flower of Hell ha la sinestesia, una sindrome che gli permette di vedere le note che crea e suona come un film

«Tutti i brani che compongo - spiega - arrivano anche a 130 livelli di strumenti musicali sovrapposti»

«Non riesco ad immaginare come possa essere ascoltare la musica senza poterla vedere». In poche parole Greg Jarvis, fondatore del gruppo The Flowers Of Hell (in concerto nei giorni scorsi a Dueville), ha riassunto il suo personale universo musicale. L'artista canadese, infatti, è soggetto alla sinestesia, ovvero una condizione neurologica che gli permette di guardare con gli occhi, i suoni percepiti tramite le orecchie. Un mix di sensi, il suo, che risulta difficile da comprendere. Ci sono vari tipi di sinestesia, la tua com'è?Per ogni suono che percepisco vedo una forma astratta la cui grandezza dipende dal volume. A differenza di altri sinestetici, che associano tonalità, le immagini che riesco a vedere non sono colorate. È come se la mia vista fosse strutturata su due livelli con quello provocato da questa condizione neurologica che si mischia al normale modo di osservare le cose.Ti ha mai causato disagi?No, è un dono.Come lo impieghi nella tua musica?Premetto che per me è prioritaria la composizione e la registrazione, rispetto all'esibizione dal vivo. Di conseguenza la maggior parte del tempo la passo in studio, non sul palco. In questo contesto la sinestesia mi permette di essere veramente preciso.In che modo?I brani che ho composto arrivano anche a 130 livelli di strumenti musicali sovrapposti e che suonano contemporaneamente. Io riesco a figurarmeli, a vederli. Ovviamente la composizione, così facendo, diventa molto lenta. Potendo guardare la musica che scrivo è come se stessi costruendo un film.Descrivi le tue canzoni.Sono musica sinfonica psichedelica: l'intento è di avvicinarsi ai Velvet Underground, ma con un'orchestra. Infatti, il gruppo completo conta 14 musicisti tra archi, fiati, chitarre elettriche e percussioni. Per questo tour siamo in sei, giriamo in formazione ridotta.Parlando di Velvet Underground: Lou Reed ti ha fatto i complimenti. Giusto?Nel suo ultimo anno di vita conduceva la trasmissione radiofonica "New York Shuffle". Durante una puntata ha messo in playlist tre mie canzoni, apprezzandole e facendomi i complimenti. Per me è stato più emozionante di vincere un Grammy.

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