Il vescovo ai disabili «Siete una risorsa per la comunità»

DUEVILLE. Cerimonia religiosa ieri mattina su organizzazione della Caritas

Annuale messa di mons. Pizziol in vista della Pasqua alla presenza di oltre 500 fedeli della diocesi di Vicenza

Sono arrivati con le auto, i furgoni, i pulmini. Sorridenti e felici come se andassero in gita, dopo il piccolo, grande viaggio affrontato da ogni angolo della Diocesi di Vicenza, paesi del Padovano e del Veronese compresi, per non mancare all'atteso appuntamento pre pasquale. E in effetti il clima, in chiesa a Dueville, è stato quello spensierato e gioioso delle giornate di festa come l'annuale messa organizzata dalla Caritas per le persone con disabilità si conferma essere. Un'occasione di incontro speciale e «preziosa», il vescovo Beniamino Pizziol lo ha ribadito più volte ieri durante la celebrazione, alla presenza di circa 500 persone tra pazienti, familiari, operatori e volontari di Alpini, Croce rossa e Protezione civile. Forse l'unica, durante tutto l'anno, per riunire la «grande famiglia», come l'ha chiamata il direttore generale dell'Ulss 8 Giovanni Pavesi, di bambini, ragazzi e adulti disabili che nel Vicentino sono circa 1.500. Numeri considerevoli e in ragione dei quali, lo ha sottolineato anche il sindaco di Dueville Giusy Armiletti nell'accogliere in paese la folta delegazione, è più che mai necessario garantire le adeguate risorse. Parafrasando la lettura del Vangelo al centro della funzione religiosa officiata, oltre che dal vescovo anche dal direttore della Caritas don Enrico Pajarin e da don Secondo Martin, Armiletti si è rivolta al dg Pavesi e al direttore dei servizi socio sanitari Salvatore Barra ricordando come «il pozzo debba essere alimentato per poter accompagnare la ricchezza che queste persone rappresentano». Una ricchezza che ragazzi e adulti, con educatori e familiari, hanno voluto dimostrare anche concretamente consegnando a monsignor Pizziol, oltre ai doni eucaristici, regali e pensierini dal sapore pasquale, in un'allegra processione lungo la navata che ha animato la cerimonia, interamente tradotta nel linguaggio dei segni. «Questo è un momento importantissimo proprio in preparazione della Pasqua, un momento di festa per voi che nel corpo portate qualche segno di fragilità e disabilità, ma che avete un cuore grande, e per le vostre famiglie e i volontari», è stato il saluto del vescovo che ha dedicato una menzione speciale, nel mondo del sociale, agli insegnanti di sostegno, anche loro «preziosissimi» per la crescita e l'accompagnamento delle persone con difficoltà fisiche e mentali. Una comunità numerosa, come riferito appunto dal dg dell'Ulss 8 Pavesi il quale, condividendo le preoccupazioni di genitori e parenti sul «Cosa succederà ai nostri ragazzi quando non ci saremo più?», ha assicurato: «Non lasceremo indietro nessuno, nessuno sarà dimenticato e, se dovesse accadere, tirateci per la giacca e rimedieremo».

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