«Il ricordo di Toni Stivan»

Lettere al giornale

Ci sono dei lottatori che in un paese come il nostro, Dueville, nascono raramente. Antonio Stivan, per tutti Toni, classe 1929, era uno di questi. Venne al mondo nel febbraio di quell'anno, quando fuori, per il freddo, le viti si spaccavano e la gente per sopravvivere si rifugiava nelle stalle con mucche e buoi. Il suo grande pregio era che le parole che uscivano dalla sua bocca erano tutte pesate ed intrise di buon senso. Per questo era ricercato per consigli di vario genere, anche da coloro che non condividevano il suo ideale politico. Non era certamente un uomo di sinistra. Aveva un innato senso del giusto che gli consentiva analisi chiare e oneste. Sull'onestà fondò la sua esistenza. Toni amava Dueville. Chi lo ha visto all'opera ricorderà bene con quanta determinazione marcava il procedere delle opere poste sotto la sua responsabilità e una volta preso un impegno, non dava tregua a nessuno finché non fosse concluso. Provvide al prezioso recupero della chiesa di Santa Fosca, in condizioni di pietoso abbandono. Con questo piglio si cimentò da assessore ai lavori pubblici per due mandati per passare poi, da presidente, al raddoppio della casa di riposo. Infine trascinò letteralmente il Consiglio pastorale della Parrocchia nel suo capolavoro: la ristrutturazione della Barchessa Monza, ora fiore all'occhiello della comunità duevillese. Memorabile la sua iniziativa quando, per raccogliere fondi per la ristrutturazione, fece fare un plastico girevole che espose per molto tempo nella vetrina di quella che era col tempo divenuta la sua casa: la sua bottega di generi alimentari. Confrontarsi con lui quando pensava che una cosa fosse utile e che andasse fatta, era cosa ardua. Ci si poteva schierare contro il suo parere ma, se Toni era convinto che fosse per il bene della Comunità, ogni resistenza era vana. Il suo più famoso motto fece storia: «Ci sono due modi di fare le cose: farle bene o farle male. Se le fai male, ogni volta che qualcuno ci passerà dinnanzi penserà a chi non ha servito bene il proprio paese; se le fai bene, la gente non si accorgerà di nulla e questo è bello perché vuol dire che l'opera sta facendo il suo servizio». Così è stato per la piazza principale che a distanza di quaranta anni regge perfettamente a tutti gli usi per cui viene utilizzata in qualsiasi stagione, sia come parcheggio, mercato o luogo ludico.Toni Stivan, lo disse un segretario di quegli anni, era un ciclone. Questo vento spesso esagerato metteva in difficoltà anche i suoi stessi avversari politici, che però, col passare del tempo, gli riconobbero e gli riconoscono tuttora, una profonda onestà. Ebbe la soddisfazione di avere fra i pochissimi amministratori locali una targa di elogio da parte dei dipendenti dei Comune, che riconobbero in lui una figura retta, di formidabile energia. Ora è andato avanti e riposa per sua volontà in quel nuovo cimitero per il quale, con preveggenza dei futuri bisogni della sua Dueville, tanto si battè. Grazie Toni.

Giorgio Sanson

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