«Il ricordo di Bassan e l'amarezza»

Lettere al giornale

Mercoledì ho partecipato ai funerali di un amico a Bassano del Grappa, Antonio Bassan, il pensionato deceduto per malore nel mare di Trapani. Nel corso della cerimonia è stato ricordato da molti, per la sua generosa ed instancabile attività nella parrocchia di Bassano, per le sue passioni, e le parole del nipotino hanno toccato il cuore di tutti. Io lo voglio ricordare per avere trascorso con lui 5 anni ad amministrare il Comune di Dueville, Antonio sindaco, io vice sindaco. Sono stati anni intensi e credo, in continuità con l'Amministrazione Tonellotto che ci aveva preceduto, quelli dello sviluppo maggiore del paese. Se dovessero misurarsi in opere, come non ricordare le infrastrutture che hanno fatto di Dueville un riferimento provinciale. I campi da tennis Coperti, l'ampliamento delle piscine, le scuole medie, i nuovi cimiteri, il campo da motocros, l'acquisto della Lanerossi, il Depuratore il torneo Palladio, i gemellaggi ecc. Il migliore regalo che ho avuto da Antonio in politica è stata la sua capacità di non arrabbiarsi mai, la pazienza infinita, la saggezza, anche nei miei confronti allora giovane di 24 anni, forse un po' arrogante, alle prime armi nell'amministrazione e che voleva spaccare il mondo. Quanto servirebbe questa capacità alle nuove generazioni di politici attuali. Non è mia natura fare polemiche soprattutto sul giornale ricordando la scomparsa e le qualità di una persona. Ma Antonio ha avuto un ruolo istituzionale importante quale sindaco del Comune di Dueville. Possibile che non ci alcuna sensibilità istituzionale dell'attuale amministrazione Comunale di Dueville? Possibile che non un necrologio, una presenza istituzionale al funerale, una bandiera, un vigile. Nulla! Spero non sia per le posizioni politiche diverse sarebbe squallore puro. Il Comune di Vicenza "docet" è sempre presente con bandiera ed uniformi ai funerali di chiunque abbia avuto un ruolo istituzionale dal consigliere all'assessore al sindaco od altro. Cotanta insensibilità verso Antonio suscita grande amarezza.

Gerardo Meridio

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