Il prosecco di San Germano

IL VINO. I documenti attestano la coltivazione sui Berici dal 1754
Il prosecco di San Germano una tradizione da 260 anni

I Colli Berici come Valdobbiadene? A dirla così suona un po´ strana. Ma c´è chi a San Germano ci crede per davvero. «I documenti, come il Roccolo Ditirambo, che testimoniano una coltivazione di uva Glera, vitigno principale del prosecco, sulle pendici di Monte Berico, risalgono al 1754. E questo ci dà da pensare che la vinificazione del prosecco sui nostri Colli, possa risalire suppergiù a quella data». Rudy Miolato, 36 anni perito agrario e figlio d´arte - suo padre Ernesto, mancato nel ´97 conduceva l´azienda agricola fondata dal proprio padre, Olimpio - produce prosecco da quasi otto anni. Fatalità, anche la chiesetta intitolata a Sant´Antonio, inserita nella cinta del borgo appartenuto, come i terreni circostanti, ai conti Vajenti, porta la data di costruzione del 1754. «Pensiamo non sia solo una coincidenza - commenta Miolato - ma un segno del destino». Scegliere di produrre prosecco in una terra così lontana dalle zone tradizionalmente più famose ha dell´azzardo, a guardare bene, ma Rudy replica ad ogni possibile obiezione con la forza dei fatti: «Questo è un anfiteatro naturale, che raccoglie il calore e non lo disperde, mentre protegge dal freddo e dai venti».
Inoltre, il microclima legato alla vegetazione boschiva porta un beneficio alle coltivazioni, così come la percolatura d´acqua. «Tanto che qui tutto matura precocemente - sottolinea - dalle ciliegie ai piselli, fino all´uva per la vinificazione». Sugli otto ettari della tenuta, la famiglia di Rudy, composta dalla madre Rosella Tadiello, dalla moglie Giulia e dai figli Riccardo, 8 anni, e Niccolò, 3 anni, ne coltiva sei a vigneto (uve Cabernet, Merlot e Garganega) mentre a fianco, un ettaro è di ciliegi e uno di orto misto ad altre viti. «Produciamo circa 50 ettolitri di prosecco l´anno, circa 7 mila bottiglie - ricorda Miolato - da una raccolta precoce. Infatti, vendemmiamo verso la seconda metà di agosto per mantenere acidità e freschezza. La vendemmia è tutta manuale e l´uva viene pigiata a temperatura controllata, per poi portare il mosto a fermentazione in autoclave secondo il metodo charmat. Dopo circa 2 o 3 mesi dalla fine del processo il vino viene imbottigliato». E venduto prevalentemente ai ristoranti e ai privati che vengono in azienda a comprarlo direttamente. «Le difficoltà derivano soprattutto dal mercato - aggiunge Miolato - che impone regole e procedure non sempre facili da rispettare».
Accanto all´attività vitivinicola e alla produzione dI prosecco, l´azienda agricola di San Germano alleva 1.500 capponi in libertà a terra, che vengono macellati in casa. «E poi - riprende Miolato - stiamo anche preparandoci per aprire in primavera una sorta di “magazin”, una “frasca” dove bere vino e mangiare pan biscotto e sopressa».

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