«Il mio sogno è portare un dispenser di sola plastica in ogni bagno»

L'INTERVISTA. Paolo Santagiuliana, presidente della Taplast di Dueville
«Ci siamo applicati sulla sostenibilità anche per differenziarci dai concorrenti. Ora contiamo che questa scelta ci dia un buon vantaggio competitivo»

«Aziende come la nostra sono legate al mondo dell'imballaggio in plastica e le ultime ricerche dicono che il 72% dei consumatori vuole fare qualcosa per l'ambiente, privilegiando l'acquisto di prodotti più sostenibili. Questo dato è molto importante per le multinazionali del largo consumo, che sono i nostri principali clienti e che tengono molto a presentare ai consumatori risultati tangibili in termini di sostenibilità. In questo senso, noi diamo un contributo decisivo». Paolo Santagiuliana, presidente di Taplast, spiega in questo modo quale sia il valore della sostenibilità sul mercato. Taplast, azienda che ha sede a Povolaro di Dueville, opera con 3 unità (Italia, Slovacchia e USA) nella produzione di pompe dispenser e tappi. Esporta in tutto il mondo l'88% degli oltre 980 milioni di pezzi, con un fatturato di circa 35 milioni di euro.«L'imballaggio in plastica rappresenta una nicchia che ci caratterizza nel fare microstampaggio di precisione ad alta velocità, perché parliamo di prodotti che nelle case durano qualche settimana, quindi devono costare poco. Inoltre, nel nostro settore siamo un'azienda molto piccola rispetto ai nostri concorrenti multinazionali che sono dalle 10 alle 80 volte più grandi di noi. Per questo dobbiamo differenziarci, per far sì che i grandi gruppi nostri clienti abbiano una ragione per venire da noi. Dobbiamo quindi proporre qualcosa che gli altri non hanno».Ed è qui, allora, che entra in gioco il tema della sostenibilità?Fino a qualche anno fa, fare prodotti sostenibili era una opzione di nicchia. Nella ricerca del nostro posizionamento, la sostenibilità è stata una priorità, anche perché, essendo piccoli, rispetto ai concorrenti abbiamo più possibilità di essere flessibili, ovvero di modificare e migliorare rapidamente i prodotti».Ma per voi sostenibilità cosa vuol dire?Il termine comprende molteplici livelli di lettura. I più immediati sono gli impianti con il relativo consumo di energia, acqua. Su questo, però, abbiamo poco margine nel fare la differenza perché si tratta di tecnologia che acquistiamo allo stesso modo dei nostri concorrenti. Quindi su cosa puntate per fare la differenza?Sullo sviluppo di prodotti nuovi, semplificati ma altrettanto performanti, pensati per impattare meno energia e materiale nel processo produttivo. Abbiamo inoltre una scorecard interna di calcolo dell'impatto ambientale con l'impegno verso i nostri clienti di generare di anno in anno una progressiva diminuzione della CO2 emessa per produrre il nostro fatturato. Sostenibilità comprende quindi anche la diminuzione degli scarti in plastica, degli incidenti, fino a coinvolgere l'intero impatto con il territorio, ovvero quello che prelevi e che rilasci nell'ambiente, attraverso persone che lavorano soddisfatte e in salute.Questo modus operandi ha avuto per voi un riflesso positivo?Se continuiamo a competere con successo con big corporation, direi che la strada intrapresa è risultata vincente. Siamo anche stimolati dai riconoscimenti internazionali che stiamo ricevendo. Per noi è necessario fare sempre qualcosa di speciale e nel 2017 "Rapida", la nostra pompa dispenser con beccuccio pieghevole, ha trionfato a livello nazionale all'Oscar dell'imballaggio come migliore idea per l'e-commerce, dato che previene le rotture delle confezioni durante il trasporto e risparmia quindi altri involucri di protezione, riducendo lo spreco. In rappresentanza dell'Italia, abbiamo poi partecipato alla competizione per il miglior packaging mondiale e abbiamo rivinto per la quarta volta in 20 anni il Worldstar for Packaging. È stata una grandissima soddisfazione davanti a concorrenti straordinari provenienti da ogni parte del mondo; manderemo i nostri progettisti a ritirare il premio a Brisbane, in Australia.E ora, quali sono le prospettive?L'Europa prevede che dal 2030 tutti gli imballaggi saranno riutilizzabili o realizzati solo in materiale riciclato. Noi siamo l'unica azienda al mondo a fare una pompa in sola plastica, è il nostro prodotto storico. Tutta la nostra concorrenza produce invece pompe realizzate con la molla in acciaio che le rende più complicate nel riciclo. Il mio sogno è che entro 5-8 anni ci sia una pompa in sola plastica Taplast in ogni bagno. Ci siamo applicati sulla sostenibilità per poterci differenziare dai concorrenti, ora contiamo che questo know-how ci apra delle opportunità davvero importanti su cui applicare un vantaggio competitivo costruito negli anni.

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