«Il lavoro ha bisogno di un esercito di donne»

WHAT'S NEXT//100 A DUEVILLE. Evento sullo sviluppo di sensibilità tecnologiche e aziendali
Anche un manager Ibm e un "cacciatore di teste" maschio sul palco dell'evento che lancia un nuovo piano di formazione professionale

DUEVILLE Luoghi comuni, stereotipi, discriminazioni. «Chi di voi ne è stata vittima, almeno una volta?», è la domanda che, dal palco di "Whats Next//100 Esperte", viene rivolta al pubblico femminile presente per l'evento organizzato l'altra sera nella sala barchessa a Dueville. Tutte le mani - di adolescenti, giovani donne, e anche di signore più adulte - si alzano in questo primo esperimento interattivo del format "Women have a tech sensibility", nato come talk, riproposto recentemente in versione scolastica al liceo Quadri e ora rilanciato in veste di incontro-dibattito motivazionale per scavare ancora più a fondo nell'insidioso terreno delle pari opportunità. A portare il loro fondamentale contributo al progetto ideato da Mauro Borgo sono stati, anche in questa serata, alcuni role model di spicco nel panorama professionale italiano e internazionale ma, per la prima volta, non solo del mondo Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) e non solo donne. C'erano infatti anche due rappresentanti maschili - Nicola Palmarini, manager di Ibm a Boston e autore de "Le Infiltrate" e Andrea Pozzan, amministratore della società di ricerca del personale "Competenze in Rete" - tra i relatori che hanno preso parte alla tavola rotonda sul "Perché il lavoro ha bisogno delle donne". Donne che non devono più essere "infiltrate", come le ha amaramente raccontate Palmarini nel suo libro («purtroppo è così, specie nell'ambito tecnologico, siete talmente poche che dovete nascondervi») ma che, al contrario, devono avere il coraggio di rivendicare la propria competenza e autorevolezza in una società ancora modellata sull'uomo."WOMENOMICS.IT". È in questo senso che Francesca Panzarin ha fondato "Womenomics.it", ha aperto a Milano il coworking "Piano C" con tanto di area bimbi per i genitori e, da qualche tempo, è entrata a far parte del team di "100 Esperte": una banca dati nazionale ad uso soprattutto dei media che mira a scardinare l'antico dogma "maschio=credibilità", accrescendo la presenza di donne (oggi sono appena il 19%) tra gli specialisti chiamati, nei tg e nei giornali, ad interpretare e leggere la realtà. Specialiste come Marianna Benetti, ingegnere meccanico che pure riconosce differenze a livello di soft skills tra donne e uomini, «e per questo è indispensabile l'apporto di entrambi i sessi» e Marta Basso, "millennial mariner", ex Ceo per un mese di Adecco e oggi attivissima creatrice di contenuti per aziende e su Linkedin. È lei ad introdurre il tema, che sarà al centro delle prossime iniziative di "Whats Next", del mentoring, «fondamentale per la crescita professionale» e utile in particolare alle donne: i dettagli del nuovo programma in partenza a Dueville saranno disponibili nei prossimi giorni sul sito web e sui social dedicati.IL COACHING DA REMOTO. Di mentoring e di coaching si occupa da tempo Giulia Moretto, che per conciliare carriera e famiglia si è reinventata consulente attraverso una particolare metodologia di lavoro da remoto. Una scelta ma anche una necessità per tante donne con figli per le quali, sintetizza Pozzan, «serve un patto di sostenibilità e una nuova organizzazione lavorativa». Le cure domestiche non possono e non devono più, è il messaggio che si leva da "Whats Next//100 Esperte", essere esclusivo onere femminile. E forse solo allora non ci saranno più docenti universitari convinti che l'ingegnere sia un mestiere da uomini, o mamme che suggeriscono alle figlie di diventare infermiere piuttosto che medici, o assi da stiro rosa tra i giocattoli per bambine. Tutti esempi, quelli raccontati dalle partecipanti, tratti da storie vere di ordinaria disparità.

 

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