Il granatiere detective ritrova gli arnesi rubati

Protagonista della vicenda è stato Alvaro Zazzaron, 68 anni, che abita a Vivaro

Alcuni nomadi gli avevano portato via gli attrezzi da lavoro e lui ha cercato per un mese il furgone usato dai ladri Li ha costretti a restituirgli il materiale

A fine aprile gli avevano rubato due giratubi mentre si trovava a poche decine di metri di distanza da dove li aveva lasciati, in prossimità di casa sua. Un pensionato duevillese - ex granatiere e poi conducente di camion e agricoltore - non si è scoraggiato, andando alla ricerca di quel furgoncino rosso da cui tre nomadi erano scesi per sottrargli gli attrezzi. La tenacia di Alvaro Zazzaron, 68enne residente in via Due Ponti a Vivaro, è stata ripagata pochi giorni fa quando, dopo settimane di "indagini", occhi costantemente aperti per intercettare il mezzo e addirittura visite ai campi della zona in cui risiedono i nomadi, si è imbattuto nuovamente nel veicolo. Lui, che ha fatto servizio a Roma, anche al Quirinale e all'Altare della Patria, non si è fatto certo intimorire dai nomadi e senza esitazioni si è piantato in mezzo alla strada, bloccando il furgone, riuscendo a riottenere il maltolto. «La mia determinazione non era legata ai cento euro di valore dei due giratubi, ma piuttosto al fatto che, senza farsi tanti problemi, mi avevano rubato gli attrezzi praticamente da sotto il naso. Inizialmente avevo sporto denuncia ai carabinieri di Dueville, sempre molto disponibili, che ora ho ritirato in quanto mi è stata restituita la refurtiva. Solo sette anni fa alcuni ladri mi hanno rubato motozappe, motoseghe e vari attrezzi per un importo di circa 10 mila euro: sono stanco di queste situazioni perciò, due mesi fa, ho reagito mettendomi alla ricerca dei responsabili, sempre agendo nel rispetto della legalità». Zazzaron racconta che a fine aprile stava allacciando le condotte dell'irrigazione, lasciando i giratubi a poche decine di metri di distanza. «In quel momento - racconta - è transitato un vecchio Fiat Ducato dal quale sono scesi due uomini e una donna, nomadi probabilmente impegnati nella raccolta del ferro, che in un secondo hanno preso gli attrezzi e sono saliti a bordo per andarsene. Gli sono subito corso incontro, mi hanno sicuramente visto, ma sono fuggiti». La reazione del pensionato non si è fatta attendere e, dopo poche decine di minuti, si è recato in due campi nomadi nei comuni del circondario. «Prima ho controllato i mezzi parcheggiati, cercando di individuare il furgone, e poi ho chiesto a chi ci vive se il mezzo appartenesse a qualche amico o famigliare. Tutti mi hanno risposto di non saperne nulla, perciò non mi è rimasto che recarmi nella tenenza dei carabinieri di Dueville per sporgere denuncia», aggiunge l'ex granatiere. «Pur confidando nel lavoro dei militari, non mi sono mai rassegnato e nelle scorse settimane sono sempre rimasto vigile e attento, attendendo di incrociare nuovamente il Ducato rosso». Un'occasione che si è presentata pochi giorni fa, proprio in via Due Ponti. «Quando l'ho visto in lontananza sono corso in strada, piazzandomi in mezzo alla carreggiata e obbligando il veicolo a fermarsi. Dall'abitacolo sono scese le stesse persone che avevo visto in precedenza: ho chiesto di rendermi i due giratubi. Hanno provato a giustificarsi dicendo di averli trovati per strada, ma poi, quando ho detto che, se non me li avessero restituiti, i carabinieri avrebbero revocato la loro licenza per raccogliere il ferro, non hanno opposto ulteriore resistenza. La mattina dopo mi sono ritrovato gli attrezzi in giardino: così ho ritirato la denuncia perché con la restituzione degli attrezzi la faccenda si è chiusa. I malintenzionati, però, devono capire che le persone sono stanche di questa situazione e che non tutti sono conigli».

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