Il Gambero Rosso premia Ottocento e due vip veronesi

LE MIGLIORI PIZZERIE. Presentata la guida che seleziona i locali "doc"

Tre spicchi anche per Saporè a San Martino e I Tigli a San Bonifacio

«Pizzaioli come i grandi chef fanno ricerca sui prodotti, elaborano tecniche e stili, creano collaborazioni e fanno scuola. Oggi come mai prima d'ora, la pizza vive il suo momento d'oro. Lo abbiamo visto con la guida Pizzerie d'Italia del Gambero Rosso. Soltanto quattro anni fa rilevavamo un momento difficile per le pizzerie, non tanto per una questione di mercato, quanto per la mancanza di giovani preparati che volessero intraprendere la professione. Preistoria: la pizza ha risalito il podio non solo come gradimento (quello in Italia come all'estero non è mai mancato) ma come prestigio, valore (in termini di qualità e di apertura verso la ricerca), contaminazione di tecniche ereditate dall'alta cucina, capacità di dialogare in modo virtuoso con la tradizione».A scriverlo è Antonella De Santis sul sito del Gambero Rosso (gamberorosso.it) a presentazione della nuova "Guida alle Pizzerie d'Italia del gambero Rosso 2017", una sorta di bibbia della tonda più famosa del mondo che quest'anno vede Vicenza e i cugini di Verona primeggiare in rappresentanza del Veneto. Tre sono infatti le pizzerie premiate con il massimo del riconoscimento (i tre spicchi di pizza) nella nostra regione: Ottocento Simply Food a Bassano del Grappa, I Tigli a San Bonifacio, di Simone Padoan e Saporè Pizza e Cucina di Renato Bosco a San Martino B.A. nel veronese. Saporè inoltre si aggiudica anche il voto massimo nella sezione pizza da asporto.Per Vicenza dunque una conferma di una realtà che da anni fa della sperimentazione e della selezione di qualità un biglietto da visita. Ottocento dello chef Riccardo Antoniolo, non è una semplice pizzeria gourmand, ma un ristorante creativo e raffinato, dove vengono lavorate esclusivamente materie prime fresche e del territorio.Spiace constatare l'assenza ai vertici della guida di un' altra pizzeria vicentina che meriterebbe il massimo dei voti, San Martin a Cornedo di Federico Zordan e Paolo Centomo. Lievitazioni lunghe e leggere, materie prime di massima qualità, ricerca e sperimentazione.

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