Il conducente non è stato professionale

Lettere al giornale

Scrivo perché il 20 ottobre scorso mi trovavo a bordo del pullman SVT partito alle 16.15 da Vicenza Autostazione e diretto a Bassano del Grappa, quando si è verificato un fatto increscioso.La corriera era molto affollata e a Polegge un ragazzo di colore ben vestito non è riuscito a scendere in tempo.Era successo che si era dovuto far largo tra le persone che occupavano il corridoio del mezzo e non era arrivato in tempo per scendere. Infatti, sfortunatamente le porte gli si sono chiuse davanti. Così il ragazzo ha cominciato a richiamare l'attenzione del conducente ad alta voce e gentilmente ha chiesto di riaprire le porte. Ha ripetuto più volte la richiesta, vista l'indifferenza dell'autista, il quale si apprestava a riprendere la marcia. Al che, avendo tutti notato l'inspiegabilità di tale atteggiamento da parte del dipendente SVT, ho supposto che potesse non aver sentito bene: il ragazzo si trovava presso la porta più vicina alla parte posteriore del veicolo. Ma evidentemente aveva sentito benissimo: infatti, essendo seduta proprio tre sedili dietro rispetto a quello del conducente, mi sono permessa di comunicargli ad alta voce che una persona doveva scendere. La sua risposta è stata, purtroppo, tutt'altro che scusante o per lo meno esplicativa. Un "Signora...!" irritato che mi invitava al silenzio. Imperterrito nonostante l'incredulità generale, l'autista ha proseguito per la sua strada, come se il solo colpevole fosse il giovane immigrato, il quale, sconsolato, è stato lasciato scendere soltanto alla fermata successiva. Probabilmente se ad essere rimasta "chiusa" nel pullman fosse stata una bella ragazza, la reazione del conducente sarebbe stata diversa.

Elisabetta Lunardon

Dueville

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