Il Cai sta sistemando i sentieri messi peggio

Lettere al giornale

MONTE PAÙ
«Il Cai sta sistemando i sentieri messi peggio»

Sono socio del Cai di Dueville e, attualmente, responsabile della Commissione escursionismo della sezione.
Vorrei fare qualche considerazione su quanto scritto dal sig. Rinaldo Carraro di Piovene il 13 luglio scorso in merito alla situazione del sentiero Cai del Monte Paù, sull´altopiano di Asiago.

La nostra sezione Cai, una fra le più piccole del Vicentino, ha in gestione 20 sentieri nella fascia meridionale dell´altopiano di Asiago, da Pedescala a Lusiana, quasi tutti molto danneggiati in questi ultimi inverni particolarmente nevosi, da frane, smottamenti e cadute di tanti alberi.
Il sig. Carraro si lamenta e accusa, e non è la prima volta, per la difficile percorribilità del sent. 661 del Monte Paù, chiedendo come mai la sezione Cai incaricata, magari con l´aiuto di volontari, non provveda a sistemare il sentiero, citando a modello di perfezione il sentiero di casa “dei Girolimini” che sale da Piovene al Summano (sentiero percorso settimanalmente da centinaia di persone e su tutt´altra qualità d´ambiente).
Da parecchi mesi la nostra sezione sta lavorando, con cadenza settimanale, su tanti sentieri disastrati, molto più di quello del Monte Paù, con tanto sforzo, poche persone e mettendoci di tasca propria le spese.
Non so se il sig. Carraro ha mai partecipato, con forbicioni, motosega, picco, vanga a sistemare qualche sentiero: gli posso assicurare che è un lavoro molto duro.
Probabilmente lui è uno dei tanti che percorrono i sentieri di montagna con la pretesa che siano sempre tutti perfettamente in ordine.
Non è questo lo spirito che deve contraddistinguere il socio Cai, ma anche chiunque frequenta coscienziosamente la montagna.
Lo slogan che ha caratterizzato la celebrazione del 150° del Cai l´anno scorso era: “La montagna unisce”.
Unisce specialmente nell´impegno di ciascuno a renderla accessibile a tutti, nell´aiuto, nella solidarietà e nella collaborazione, anche nella manutenzione dei sentieri.
Invito il sig. Carraro a riflettere e a diventare un vero volontario per un futuro migliore della montagna e del Cai e non solo ad accusare e lamentarsi di ciò che devono fare sempre gli altri.
Danilo Parise
Dueville

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