Il bosco di Novoledo trasformato in discarica

VILLAVERLA. Preoccupazione per le possibili contaminazioni della grande area delle risorgive
Rinvenuti 74 chili di eternit ed è solo l´ultimo dei tanti ritrovamenti

Non c´è pace per il bosco di Novoledo, che dopo le segnalazioni dello scorso novembre su presunti sversamenti di rifiuti tossici negli anni ´70, torna sotto i riflettori per il ritrovamento di cumuli di amianto. L´episodio, che non è che l´ultimo di una lunga serie di abbandoni di rifiuti nella zona, risale allo scorso dicembre, (ma lo si è appreso ora) quando gli operatori comunali hanno scoperto un deposito di oltre 74 chili di lastre in Eternit e dunque contenenti amianto.
Scarti industriali probabilmente, o rifiuti privati di cui qualche cittadino ha voluto liberarsi senza farsi troppi scrupoli: l´amianto è estremamente pericoloso, tant´è che la produzione dell´eternit, il composto di cemento utilizzato sotto forma di lastre nell´edilizia, è fuori legge in Italia dal 1992. Così, per evitare magari di doversi accollare i costi delle operazioni di smaltimento, alcuni ignoti hanno pensato bene di gettare il materiale lungo il tratto di argine del torrente Igna, in prossimità del ponte di via Bosco.
Un gesto irresponsabile perchè l´area delle risorgive, che costituisce uno dei principali bacini idrici a livello europeo, è un delicato ecosistema, habitat naturale di una grande varietà di specie animali e vegetali. La segnalazione ai tecnici comunali è arrivata anche questa volta da un cittadino, che passeggiando lungo i sentieri del bosco ha notato le lastre. «Purtroppo non è la prima volta che capita, in altre occasioni i rifiuti erano addirittura scivolati in acqua», spiegano dall´ufficio tecnico. Non solo amianto e materiali pericolosi: sempre più spesso l´area del bosco viene scambiata per una discarica e i ritrovamenti di copertoni, plastica, immondizia comune, non si contano più. «Succede spesso che, approfittando dell´oscurità, alcuni furbetti arrivino di notte con l´auto buttando rifiuti di tutti i tipi - conferma il sindaco Ruggero Gonzo - e creando così seri problemi ad un luogo meraviglioso come il parco delle risorgive». Un malcostume diffuso dunque, che la segnaletica sistemata un po´ ovunque e il divieto di transito per le auto da via Bosco non sembrano fermare: «La polizia locale effettua numerosi controlli e i nostri operatori passano ogni due giorni a ripulire e tenere d´occhio la situazione, ma per riuscire a beccare queste persone ci vorrebbe un vigile ad ogni angolo». Oltre al danno ecologico poi, si aggiunge anche la beffa economica: per rimuovere i rifiuti e in particolare quelli pericolosi come l´amianto, bisogna contattare le ditte specializzate ed è il Comune a doversi fare carico di tutte le spese. Solo l´ultimo caso di dicembre è costato alle casse comunali quasi 650 euro.

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