I sapori di un tempo

Una particolare frittata, con bisi e pissacan e poi gli gnhocchi impastati con patate e piselli e le tagliatelle all'ortica. Quindi faraona farcita di quaglia e fegatini.

Bisi, sparase e pissacan. Un titolo allettante per una serata dedicata alla primavera e ai suoi sapori allo Schio Hotel, diretto da Pietro Collareda, grande esperto di gastronomia e allievo di Aldo Dall´Igna, affiancato dal figlio Carloalberto e dalla moglie Margherita nel realizzare un menu stagionale preparato da Roberto Rigon e dalla sua squadra di cucina. Si comincia con un antipastino a base di frittata (fortajete) preparata secondo i canoni classici che la vogliono spessa, morbida e ricca con la farcitura di piselli e pissacan. Nel primo piatto i bisi cambiano notevolmente forma, trasformandosi in una crema che, unita alle patate schiacciate, dà origine agli gnocchetti conditi con asparagi e bruscandoli. Quindi, non gnocchetti con i piselli, ma di piselli. Un abbinamento di sapori molto fresco e delicato, ma al tempo stesso gustoso. Il leit-motiv del verde continua nelle tagliatelle realizzate con germogli di ortiche, abbinate a quelle gialle all´uovo, ed entrambe spadellate con ragù di coniglio al Tai rosso. Un preludio di carne bianca che presenta il secondo piatto, dal sapore quasi rinascimentale, quando la cacciagione era proposta farcita di altra cacciagione, in una sorta di appetitose scatole cinesi. Lo chef Rigon ha scelto una tasca di petto di faraona, nel quale inserire delle quaglie tritate e fegatini, per un gusto garbato, ma con personalità. È stata servita tagliata a fette per evidenziare l´interno: in dialetto, peto de faraona col pien de quja e figadini. Singolare l´accompagnamento della polenta bianca unita alla crema di piselli, costituita da grani e baccelli di piselli cotti e frullati, che, oltre a creare un efficace effetto cromatico, accoglie con morbidezza i sapori dei volatili. Conclude la cena una focaccia casalinga bagnata di crema pasticcera e la Gata, il dolce vicentino di noci, mandorle e cacao.Al termine, una selezione di brani tratti da commedie musicali italiane e straniere, interpretati da giovani scledensi diretti dal maestro Vittorio Zambon.

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