I PIATTI DELLA MEMORIA


I piatti della memoria sono quelli che evocano emozioni dimenticate, ricordi e nostalgie di affetti,


I piatti della memoria sono quelli che evocano emozioni dimenticate, ricordi e nostalgie di affetti, di calore e di famiglia. Sono le sensazioni provate di fronte al nostro primo pasticcio o la commozione ritrovata, in età più adulta, gustando un piatto che cucinava nostra madre o qualche altra persona a noi cara. Il cibo, si sa, è legato a doppio filo con le prime impressioni umane e rimane il filo conduttore dei sentimenti connessi alla comunità, allo stare assieme. È il pane spezzato e diviso che crea unione e amicizia. La vita quotidiana sempre più frenetica e convulsa spesso non consente pause e, soprattutto, non lascia tempo e spazio al recupero dei ricordi. Anche se poi in realtà se ne sente una profonda esigenza. Così, forte di una tradizione e di una cultura gastronomica radicate nel cuore del territorio, la trattoria Zamboni ha deciso di tradurre in concreto i ricordi dei propri clienti, che hanno espresso in un apposito questionario desideri e suggestioni relativi ai loro personali piatti della memoria. Supportata anche da un gruppo social su Facebook, è stata organizzata una serata sul tema dei piatti della memoria. Il menu è iniziato con i fiori in pastella fritti: zucca, glicine e pissacan accompagnati da polenta con lumache, aringa e scopetòn. Il tocco vintage lo hanno dato la panà (zuppa densa di pane) e le zampe di gallina lesse, una vera leccornia. L´entrata in scena dei primi è stata caratterizzata da "risi, bisi e tajadee in brodo", un piatto caratteristico. Altro leit motiv di tutte le infanzie vicentine sono gli gnocchi, conditi con zucchero e cannella, per ricordare una tradizione antica. Come secondo, le polpette appartengono alla tradizione conosciuta da tutti. Tutti ne abbiamo in testa ancora il gusto. Le polpette non mancavano mai, in nessuna casa. Ricavate dalla carne del lesso avanzato o del pollo arrosto rimasto, oppure preparate con il macinato fine, queste delizie rotonde e pienotte sono da sempre una delizia del palato. Giuseppe Zamboni ha scelto di servirle al sugo di pomodoro, accompagnate da polenta morbida e verdure in tegame. Dulcis in fundo, il dessert. E qui si apre un mondo di ricordi. Come dimenticare la crema fritta, spessa e morbida contornata da una crosticina croccante e le frittelle con l´erba maresina, un´erba stagionale che ormai è difficile reperirla spontaneamente in natura. Ma l´ultimo elemento della presentazione è stato un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo: chi non ricorda l´ovetto con lo zucchero, sbattuto così tanto da diventare bianco? E poi arricchito con il cacao o allungato con il caffellatte oppure, in casi eccezionali, corretto con vermouth o "la" Marsala.

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