I GARGATI E LO SPIEDO

IL PERSONAGGIO. La memoria di Aldo Dall´Igna con i prodotti tipici

Due piatti della più classica tradizione sono stati ripresi nella serata organizzata per onorare il grande gastronomo thienese, a dieci anni dalla scomparsa

Lo spiedo e i gargati col consiero sono due piatti della più classica tradizione vicentina che sono stati inseriti nel menu di una cena organizzata per onorare la memoria di Aldo Dall´Igna, il grande gastronomo thienese scomparso dieci anni fa. L´incontro s´è svolto al ristorante “da Beppino” a Schio, con Claudio Ballardin che ha governato la cucina. Molti colleghi erano presenti, sia come commensali sia come co-autori dei piatti, tutti uniti dal desiderio di ricordare il maestro Dall´Igna (anche se lui non voleva essere chiamato così). Erano presenti tutti i ristoratori della prima ora, quelli con cui Dall´Igna aveva organizzato la celebre rassegna della Val Leogra negli anni Ottanta. Una citazione per tutti va a Giuliano Battiston, del ristorante Belvedere alle Piane, che partecipò solo alla prima rassegna nel 1986 e che però s´è presentato a Ballardin pronto a lavorare perché non voleva mancare all´appuntamento.
Alla serata, affollata, era presente anche l´avvocato Mario Calgaro, priore della Fraja thienese delle tradizioni enogastronomiche pedemontane (che in nome di Dall´Igna ha organizzato un premio) e naturalmente i familiari, tra cui il figlio Paolo che ha presentato il libro dedicato al padre: “Aldo Dall´Igna, la modernità della tradizione”, edito da Sassi di Schio. Si tratta di una biografia ricca di sue pagine e di testimonianze. Tra queste, particolarmente significative le parole di Piero Collareda, che ha condotto con grande maestria la serata, allievo prediletto di Dall´Igna. La serata è vissuta su quei piatti che sono stati riscoperti e valorizzati dal maestro thienese. Claudio Ballardin, che in cucina è stato coadiuvato dal figlio Diego e in sala dall´altro figlio, Mirko (laurea in statistica, ha lasciato Milano per tornare a Schio) e dalla moglie Maria Teresa. In particolare da sottolineare i gargati serviti con il radicchio di Treviso: il piatto è nato proprio pensando allo zio Gigetto, dal cui gargarozzo pronunciato ha preso il nome.
Invece lo splendido spiedo, che ha girato per ore, era di torresano, coniglio, maiale e polenta onta.

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