I cinque secoli di storia della famiglia Barausse

DUEVILLE. Dalla Polonia è arrivato anche il neo consacrato don Matteo

La ricerca storica divenuta libro con la genealogia dalle origini presentata ieri alla festa con 200 parenti

Un albero genealogico lungo più di 500 anni per raccontare i recenti secoli di storia della famiglia Barausse di Povolaro. È stato presentato ieri il libro realizzato da Giacomo Barausse, 25 anni, residente in via Molinetto nella frazione duevillese, che assieme al fratello Filippo ha passato l´ultimo anno a setacciare gli archivi parrocchiali di Povolaro, Vigardolo, Dueville, Montecchio Precalcino e Fara Vicentino per scoprire le origini della propria famiglia.

Il volumetto è stato presentato durante la festa dei Barausse andata in scena ieri nel Villino Rossi, un appuntamento che ha richiamato tra fratelli e sorelle, padri e madri, cugini e pronipoti, circa 200 persone. «Per effettuare la ricerca siamo partiti da nostro bisnonno Eugenio Barausse e, ricercando tra i registri parrocchiali, abbiamo individuato il percorso genealogico della nostra famiglia fino al 1500 - racconta Giacomo Barausse -. «In quell´epoca i nostri antenati erano residenti a Fara Vicentino. Si sono spostati a Montecchio Precalcino a fine 1700 per poi arrivare a Povolaro nei primi anni del 1800. Qui compare la figura di Girolamo Barausse, mio trisavolo nato nel 1845 e morto nel 1922: fu l´unico di dieci fratelli a sopravvivere, oltre ad essere il capostipite di tutti i Barausse presenti in questa zona, tra Dueville e Vigardolo. Il figlio di Girolamo, mio bisnonno Eugenio, dal 1922 fino agli anni ´80 ha vissuto proprio nel villino Rossi, dove oggi festeggiamo». L´evento è stato anche occasione per accogliere nella frazione duevillese don Matteo Barausse, fratello di Giacomo, ordinato sacerdote lo scorso 30 maggio dopo aver seguito gli studi nel seminario missionario Redemptoris Mater di Varsavia, in Polonia. Sabato il giovane prete, che ha 29 anni, ha celebrato la sua prima messa in Italia per poi affiancarsi ieri a don Giampaolo Barausse, arciprete della parrocchia di Caldogno e suo cugino di secondo grado. «Ho deciso di intraprendere il cammino neocatecumenale nel 2004 quando da seminarista sono stato destinato a Varsavia. Al tempo ero una frana con le lingue e inizialmente sentivo la mancanza di casa e della mia famiglia - spiega don Matteo -. La vocazione, però, mi ha permesso di superare le difficoltà e di prestare servizio in Polonia, dal 2007 al 2011 anche in tutta Ucraina, oltre ad imparare il polacco, l´ucraino e il russo. Ora sarò il vice parroco in una parrocchia di 15mila fedeli nel centro di Varsavia oltre a fungere da sacerdote per tutti gli italiani che risiedono nella capitale polacca».In futuro - conclude il giovane sacerdote - mi farebbe piacere fare il missionario nei Paesi dell´Europa». Per don Matteo l´appuntamento di ieri è stato anche l´occasione per festeggiare assieme ai suoi cinque fratelli e alle sue due sorelle la prima nata nel ´76 mentre l´ultimo nel ´97 in compagnia di tutta la grande famiglia Barausse.

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