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Ha lasciato la rianimazione l´uomo ferito da suo figlio

Mario Cerasoli è stato colpito dal ragazzo ancora detenuto

Da ieri Marco Cerasoli, il cinquantenne di Dueville accoltellato gravemente dal figlio di 21 anni, tuttora in carcere per tentato omicidio, ha lasciato la rianimazione ed è in un letto del reparto di chirurgia per la convalescenza. Tutte notizie positive per lui. Respira senza macchina, parla, gli stent posizionati funzionano, le ferite cominciano a guarire.


I miglioramenti nelle ultime 48 ore sono stati notevoli, per cui i medici, il primario della rianimazione Raffaele Bonato e il responsabile della terapia intensiva Silvio Marafon, hanno sciolto la prognosi, dando il via libera per il trasferimento in chirurgia, dove il paziente verrà assistito, fra gli altri, dalla dottoressa Marina Vidali, la specialista di chirurgia toracica che lo ha operato d´urgenza lunedì della scorsa settimana al suo arrivo, in condizioni molto critiche, al San Bortolo. È stato proprio il dott. Marafon, ieri pomeriggio, a chiamare la moglie di Cerasoli e a comunicarle che il marito sarebbe uscito dalla terapia d´emergenza e portato in corsia. I rianimatori hanno fatto un ottimo lavoro, ma il rapido recupero dell´uomo è il risultato di un prezioso ed efficace lavoro di squadra che ha visto in prima fila anche le endoscopiste della gastroenterologia Valeria Bertoncello e Luisa Milan, che hanno provveduto all´impianto della protesi delle vie biliari. L´uscita del paziente dalla rianimazione era atteso anche dai carabinieri, che, ogni giorno hanno chiesto notizie sulle sue condizioni, e che ora vogliono parlare con lui per conoscere l´esatta dinamica dei fatti di quel drammatico lunedì, in cui Cerasoli, pur perdendo molto sangue, ebbe la forza di sfuggire alla furia del figlio e di dare l´allarme. L´uomo è stato ferito con due coltellate. La prima, dopo aver sfioraro il cuore per un paio di centimetri, si è conficcata nel diaframma e nel fegato.
La seconda ha perforato il polmone. Ora, però, il peggio sembra passato, e Cerasoli, a 13 giorni dal ricovero in ospedale, dopo aver visto la morte da vicino, comincia a intravvedere la luce.

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