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Ha accoltellato il papà «Era sano di mente»

La perizia sul giovane accusato di tentato omicidio

Lo studente in novembre avrebbe pianificato l´aggressione da tempo per il rancore che nutriva

Lo studente sarebbe stato sano di mente quando ha accoltellato il padre. Sarebbe questo l´esito della perizia compiuta dallo psichiatra Diego Arsiè, incaricato dal giudice Massimo Gerace, su Luca Cerasoli, 21 anni, accusato di aver tentato di uccidere il genitore. L´esito degli accertamenti sarà discusso domani in tribunale. Il giudice aveva disposto anche una perizia medico-legale, affidata all´anatomopatologo Andrea Galassi, sulle ferite subite da Marco Cerasoli, 49 anni, e infine una informatica, sul materiale trovato nel computer dell´indagato. Nel pc, infatti, Luca aveva scritto il suo folle progetto criminale, secondo il quale avrebbe dovuto uccidere il genitore simulandone il suicidio.
L´incidente probatorio era stato sollecitato nei mesi dal pubblico ministero Alessandro Severi e dalla difesa con l´avv. Michele Carotta.
La mattina dell´aggressione, avvenuta nel novembre scorso nell´abitazione di via Malaparte a Dueville, il genitore, un manager in attesa di occupazione, era nello studiolo e stava ascoltando della musica; il figlio lo aveva raggiunto e, senza farsi sentire, lo aveva affrontato e colpito al petto con una pugnalata, in base alla ricostruzione dei carabinieri. Il padre si era nascosto per difendersi, e quindi era stato il giovane a chiedere aiuto. Erano arrivati anche i militari che lo avevano arrestato. I carabinieri avevano sequestrato al ragazzo un appunto, che teneva nella tasca del pigiama: si sarebbe trattato del messaggio di addio da digitare con il cellulare del padre da spedire poi alla madre, in cui annunciava la sua intenzione di farla finita. Tutti elementi che hanno indotto gli inquirenti a credere alla premeditazione, contestata all´indagato che da qualche tempo è agli arresti domiciliari in una struttura, mentre Marco si sta lentamente riprendendo dopo un lungo ricovero.
Il movente dell´aggressione, secondo gli inquirenti, andrebbe ricercato nel rancore che il ragazzo nutriva nei confronti del padre, e determinato agli occhi dello studente dal brutto carattere di cui accusava papà.
La procura ha voluto chiedere al giudice gli approfondimenti tecnici, a garanzia di tutte le parti coinvolte, per avere certezze al momento di chiedere l´inevitabile processo per lo studente universitario.

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