Guerra sui bilanci «Commissariato il gruppo Fidas»

DUEVILLE. Dopo la mancata sottoscrizione di una circolare informativa

Il consiglio di presidenza provinciale ha imposto rimborsi personali nel caso di irregolarità nei conti L'ex direttivo: «Non è previsto da alcuna norma»

Polemiche in casa Fidas dopo il commissariamento del gruppo di Dueville da parte dalla direzione provinciale di Vicenza. Alla base della sospensione del mandato ci sarebbe la mancata sottoscrizione da parte dell'ormai ex direttivo duevillese di una circolare informativa del Consiglio di presidenza di Fidas Vicenza riguardante il bilancio dei gruppi locali.In questo documento è stato specificato che, nel caso in cui si dovessero verificare delle irregolarità nella rendicontazione, "la voce non conforme verrà eliminata dal rendiconto finanziario del gruppo e, di conseguenza, la relativa spesa dovrà essere rimborsata da chi l'ha sostenuta o autorizzata".Un passaggio che non ha trovato d'accordo il direttivo duevillese, ora non più in carica, come si legge in una comunicazione ai donatori del paese poi pubblicata anche sui canali social."Il Collegio dei probiviri ha azzerato le cariche del consiglio direttivo del gruppo di Dueville", recita la comunicazione. "Il 29 novembre 2015 Fidas Vicenza ha obbligato tutti i gruppi della provincia a sottoscrivere non "una circolare informativa" ma un vero e proprio atto di manleva in forza del quale tutti i membri del consiglio direttivo, sono tenuti a rispondere con il proprio patrimonio personale, anche in caso di semplici errori materiali". «Questa - fanno sapere ancora dall'ex direttivo di Dueville - è un'anomalia della sola Fidas Vicenza, considerato che l'esistenza e la sottoscrizione di tale atto di garanzia non sono previsti da alcuna norma regolamentare e non ci risulta traccia alcuna di tale obbligo nei documenti ufficiali di tutte le altre sezioni provinciali del Veneto. Dopo il nostro rifiuto Fidas Vicenza ha bloccato la possibilità di attingere ai fondi spettanti al gruppo di Dueville - aggiungono dall'ex direttivo - limitando di fatto le consuete forme di promozione del dono di sangue». A queste motivazioni si aggiunge anche il rammarico dell'ex presidente Mariledi Moro, in carica dal 2014. «Non abbiamo mai avuto problemi di bilancio e negli ultimi anni abbiamo superato le mille donazioni annue, organizzando e collaborando a decine di eventi», commenta Moro. «Quando hanno commissariato il gruppo è stato uno choc, ci siamo sentiti malissimo, umiliati». E l'ex presidente ci tiene senza alcun dubbio a precisare una cosa considerata molto importante: « Ce ne andiamo a testa alta, consapevoli che tutto ciò è accaduto solo perché abbiamo un'idea diversa: sono una volontaria, i bilanci sono trasparenti, c'è la legge e in nessuna associazione bisogna pagare di tasca propria», conclude Moro.«Il consiglio provinciale Fidas ha agito e deliberato secondo le delibere degli organi associativi democraticamente eletti dall'assemblea provinciale», ribatte il presidente di Fidas Vicenza, Mariano Morbin. «E questo - aggiunge - supportati anche dalle nuove direttive sulla nuova rendicontazione emesse dalla Regione».

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