Graziano Maule: CLASSICO CON BRIO

IL VINO. Bollicine, novità dell´azienda Montecrocetta di Gambellara

Graziano Maule è una persona (e anche un viticoltore) di carattere, che ha percorso il “Cammino di Santiago” Cambia le bollicine e sceglie il più esigente champenoise

Un Durello deciso, nel colore e nel gusto, che non tradisce il suo nome. Del resto se a produrlo è chi, in vacanza, fa 420 chilometri a piedi, da Leon a Santiago de Compostela, o 910 in bici, fino a Finisterre, si capisce che un po´ di carattere ci deve essere. Il Durello metodo classico - in commercio circa 5.000 bottiglie dell´annata 2009, affinate 48 mesi - è la nuova etichetta, la diciassettesima, della prolifica cantina guidata da Graziano Maule. Il cinquantaduenne, enologo diplomato alla scuola di Conegliano, l´ha ereditata dal padre Iseldo, che l´ha fondata nel 1958, e la guida con passione insieme al cugino Christian Zonin.
Siamo nei dintorni di Gambellara, dove l´azienda coltiva 33 ettari di vigneto con uve garganega, pinot bianco, pinot grigio, cabernet franc, cabernet sauvignon merlot e durella, in appezzamenti distribuiti nelle doc di Gambellara, Soave, Lessini Durello e Vicenza. «Il metodo classico - spiega Maule - sostituisce il nostro precedente Durello, che invece era prodotto con metodo charmat lungo». Si passa, dunque, dalla fermentazione in autoclave alla rifermentazione in bottiglia, soprattutto per una questione di identità: «Il Durello - spiega Maule - può essere sia metodo classico che charmat, può essere Igt o Doc. Il consumatore come fa ad orientarsi? Noi abbiamo compiuto una scelta precisa: sostituire la linea di produzione precedente e tenerne una sola, perché l´uva durella si presta alla rifermentazione in bottiglia e perché il vino prodotto così è quanto di più vicino al naturale ci sia. Mio padre produceva Durello sui lieviti già vent´anni fa».
Il risultato è un vino “grezzo”, laddove l´aggettivo va spogliato della connotazione negativa e sta a indicare un prodotto genuino, scarsamente chiarificato, volutamente poco pulito. Un vino schietto, in sostanza, carico sia di colore che di gusto, che si può tranquillamente bere a tutto pasto.
Già pronte le produzioni del 2010 e 2011, circa 18 mila bottiglie. Pulita l´etichetta della bottiglia che riporta il simbolo della cantina: la croce, facilmente collegabile al Montecrocetta, dove, nella zona delle Priare sorgono i vigneti su terreni basaltici di origine vulcanica e l´oca, che invece è l´animale che si associa, come soprannome, al ramo della famiglia Zonin, cui appartiene Christian.
Prodotto curioso della cantina, l´Ancestrale - solo 1000 bottiglie, un assaggio - vino creato come un tempo solo con lieviti indigeni e fermentazione avviata in vasca; da segnalare anche il Lunediante, dal nome letterario, preso in prestito dal romanzo “Rossovermiglio” di Benedetta Cibrario - anche se Maule è affezionato lettore soprattutto di Fabio Volo - che associa la corposità della garganega, l´acidità della durella e il profumo del sauvignon. Infine, una menzione merita il Rufian che nasce da uve cabernet sauvignon e malbech - circa 20 mila bottiglie la produzione annua sul totale delle 120 mila dalla cantina - vino morbido e, come dice il nome, fatto per piacere, tanto che viene venduto oltreconfine.

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