Gli alloggi a rischio crollo «I lavori erano in regola»

DUEVILLE. Dopo la perizia disposta dalla procura sugli stabili della nuova caserma dei carabinieri

I fratelli Pernechele: «Al nostro subentro era già ultimata la struttura della palazzina residenziale. Abbiamo usato ferro e calcestruzzo verificati più volte in fase di cantiere»

«Non ci interessa chi ha lavorato prima di noi: siamo sereni e tranquilli sul nostro operato». Non hanno dubbi i fratelli Eddi e Michel Pernechele, titolari della "Pernechele Costruzioni" di Lusiana, azienda che ha ultimato nel 2013 la costruzione della tenenza di Dueville. Lo ha fatto dopo la rescissione, da parte dei Comuni, del contratto stipulato con la prima ditta, la "Elle Due Costruzioni" di Lamezia Terme.I lavori sono iniziati nel 2011 e quest'ultima impresa si era aggiudicata l'appalto con un ribasso d'asta pari a quasi il 30 per cento su un importo, soggetto a ribasso, di circa 3 milioni 100 mila euro. Nel 2012 i carabinieri del Ros di Padova avevano sequestrato documentazione e computer con un'inchiesta della procura antimafia di Venezia sui titolari della "Elle Due Costruzioni" ritenuta in odore di legami con la 'Ndrangheta.IL CANTIERE. «Quando siamo subentrati - confermano i fratelli Pernechele - era già stata completata la struttura della palazzina residenziale, dove poi noi ci siamo occupati soltanto di impiantistica, tramezzatura e finiture. Della tenenza, invece, era già stata ultimata tutta la parte interrata con le elevazioni del piano terra, ovvero i pilastri e i vani scale: con i nostri lavori siamo partiti dai secondi solai, cioè dal soffitto del piano terra». La puntualizzazione arriva dopo le criticità messe in evidenza da una recente perizia disposta dalla procura, anche se non ancora confermate dagli accertamenti di vigili del fuoco o dall'ulteriore analisi dello stabile che a breve verrà commissionata dai Comuni di Dueville, Caldogno, Monticello Conte Otto, Costabissara e Montecchio Precalcino, gli enti finanziatori della caserma di via della Repubblica. Stando a tale perizia, al momento negli alloggi dei carabinieri sono stati evidenziati "vizi e difetti costruttivi di gravità media o elevata, tali da inficiare significativamente la capacità di risposta strutturale dell'organismo sismo-resistente" e che imporrebbero un "temporaneo sgombero" della struttura. La tenenza vera e propria, cioè quella con gli uffici, invece, "pur presentando vizi e difetti costruttivi di media gravità", richiederebbe "l'effettuazione di una campagna di indagine più diffusa, senza però ritenere per ora necessario lo sgombero dello stabile".I COLLAUDI. «Quando siamo entrati tutto sembrava in regola: lo avevano anche confermato i collaudi eseguiti dalle Amministrazioni comunali prima di affidarci il cantiere», aggiungono i titolari della "Pernechele Costruzioni". Sulla tenenza dei carabinieri, infatti, sarebbero state eseguite alcune prove di trazione dei poggioli e dei solai, oltre ai carotaggi. Collaudi che, stando a quanto comunicato dai Comuni, sarebbero stati ripetuti ad opera conclusa e non avrebbero evidenziato problemi. «Il ferro e il calcestruzzo che abbiamo utilizzato sono stati più volte verificati durante la costruzione. Non c'entriamo niente con quanto riportato dall'ultima perizia - quella della procura - e ci aspettiamo una conferma in questo senso da parte delle autorità. Siamo entrati a collaudi eseguiti su quanto fatto dal primo appaltatore - concludono i fratelli Pernechele - Terminata la tenenza abbiamo addirittura ricevuto un plauso dai Comuni per la rapidità e la precisione con cui i lavori sono stati ultimati. Un elogio che stride con i recenti fatti».

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