Furto nella casa dove sta lavorando - Arrestato artigiano

DUEVILLE. L'uomo che gli aveva dato il lavoro ha denunciato ammanchi

Un posatore di pavimenti fermato dopo che grazie alle telecamere i carabinieri lo hanno visto mettere le mani tra le cose del proprietarioì

Tra la posa di un pezzo di mosaico e l'altro si alzava per riposarsi un po' e raddrizzarsi la schiena. E ne approfittava per mettere il naso, e le mani, tra le cose di Alberto Ceppo, 55 anni, che gli aveva affidato alcuni lavori di sistemazione nella sua abitazione.È così che Alberto Dalla Rosa, 40 anni, residente a Vicenza, è finito nei guai: i carabinieri lo hanno arrestato con l'accusa di tentato furto aggravato dopo aver assistito alle scene attraverso le telecamere che erano state installate nell'abitazione dopo che Ceppo aveva notato la sparizione di gioielli e monili, della quale ipotizzava fosse responsabile Dalla Rosa, già noto alle forze dell'ordine per una serie di reati contro la persona e il patrimonio.L'indagato è stato così arrestato l'altro ieri in flagranza dai carabinieri della tenenza di Dueville, con l'accusa di tentato furto. Il tutto è avvenuto a conclusione di un'attività d'indagine svolta dai militari dell'Arma, coordinati dal tenente Federico Seracini. L'artigiano, infatti, approfittando dell'assenza del proprietario di casa che, fidandosi di lui, lo aveva lasciato lavorare da solo, non si era fatto scrupolo nell'allungare le mani fra i mobili dell'abitazione. Il suo lavoro - la posa di un mosaico in bagno - si sarebbe dovuto concludere nell'arco di qualche giorno, ma al termine della prima giornata di lavoro, il proprietario si è accorto che qualcosa non andava: ha, infatti, notato l'ammanco dei preziosi e così, ha denunciato il fatto ai carabinieri. Le indagini, scattate nell'immediatezza della denuncia, sono state suffragate dalle immagini delle telecamere che i carabinieri avevano fatto installare nell'abitazione. I militari si sono messi in attesa fino al momento in cui Ceppo ha comunicato loro che Dalla Rosa aveva puntato a qualcosa che nulla aveva a che fare con il suo lavoro: a quel punto sono intervenuti arrestandolo.Durante una perquisizione nella sua abitazione, i militari hanno rinvenuto una torcia elettrica e una paletta dell'agente della polizia municipale di Caldogno che un paio di settimane fa era stato investito da un'auto, episodio del quale è accusato lo stesso Dalla Rosa; oltre ad un braccialetto che Ceppo riconosce per suo, mentre l'indagato sostiene essere bigiotteria cinese per i suoi figli. Il vicentino ha dato in escandescenze, rimediando una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. Dalla Rosa, la sera prima, era stato fermato al volante e denunciato: non ha più la patente. Ieri l'arresto di Dalla Rosa è stato convalidato dal giudice Toniolo, che gli ha concesso i domiciliari; il processo è fissato al 9 giugno. L'indagato, assistito dall'avv. Angelo Malagoli, si difende: sostiene di aver preso in mano un gioiello di casa Ceppo per rimirarlo, e di averlo rimesso al suo posto. «Non ho commesso alcun furto», ha ripetuto. Dovrà tornare in tribunale.

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