Firme false sulle liste elettorali

IL CASO. Un bassanese condannato a una ammenda per decreto, farà opposizione e così andrà davanti al giudice

«Non c´entro nulla. Alle scorse amministrative ho sostenuto lo schieramento di Dario Bernardi Perciò voglio farmi processare»

Finisce sotto processo per aver messo la propria firma su due diverse liste di candidatura alle ultime elezioni comunali. È stato sanzionato per decreto con un´ammenda di 150 euro, ma preannuncia che farà opposizione e andrà davanti al giudice.
Protagonista della vicenda giudiziaria è Antonio Bassan, un pensionato di 75 anni residente in borgo Angarano, da anni impegnato nelle attività della parrocchia e in passato sindaco di Dueville.
A leggere il decreto penale, Bassan è stato condannato perché «in occasione delle elezioni comunali, sottoscriveva due dichiarazioni di presentazione di candidatura, specificamente per le liste “Progetto Veneto Stevan” ed “Essere Cittadini”».
Per questi motivi il gip ha firmato il decreto di condanna di 150 euro d´ammenda.
Nel documento c´è anche un errore riguardante la data. Il fatto risulta essere stato commesso il primo aprile di un anno fa, in Comune di Pove, un luogo che con le elezioni amministrative di Bassano non ha nulla a che fare. Bassan, dal canto suo, nega ogni addebito.
«Non ho firmato – precisa – per nessuna delle due liste indicate: né “Progetto Veneto” né “Essere Cittadini”. In realtà ho sostenuto la civica “Bassano Futura”, anche su invito di alcuni amici che si erano candidati, e sono stato ben attento a non replicare la sottoscrizione. Sono passati un po´ di anni da quando ero sindaco a Dueville, ma le procedure elettorali me le ricordo bene».
Vista la data (primo aprile 2014) e il giorno di arrivo (mercoledì mattina) della raccomandata da Vicenza, potrebbe anche trattarsi di uno scherzo. L´interessato ammette di averci fatto un pensiero, ma tutto è risultato auitentico.
«Inizialmente ho pensato al gesto di un burlone – dice Bassan – poi ho visto i timbri, il nome dell´avvocato assegnatomi d´ufficio e la firma di giudice e cancelliere. Adesso mi muoverò con un legale per fare opposizione. Non ho firmato e non devo pagare. La mia fedina penale è immacolata e tale deve restare».
L´autenticità del documento è stata confermata ieri pomeriggio dall´avvocato d´ufficio Lara Criaco, con studio a Montecchio Maggiore. La “condanna” di Bassan apre alcuni interrogativi pesanti. Per cominciare, com´è possibile che un atto ufficiale sbagli il luogo di commissione del reato da Bassano a Pove? In secondo luogo apre le porte ad una questione di non poco conto. Evidentemente, qualcuno deve avere contraffatto la firma di Antonio Bassan, apponendola sulle due liste elettorali. Sul piano giuridico, nei prossimi giorni potrebbe aprirsi un procedimento per falso ideologico. Su quello politico, né “Progetto Veneto”, che sosteneva la candidatura a sindaco di Nives Stevan, né “Essere Cittadini”, una delle civiche a supporto di Dario Bernardi, hanno mandato loro rappresentanti in Consiglio comunale. Sotto l´apparenza di un pasticcio, però, potrebbero nascondersi scenari in grado di far discutere sull´attuale assetto politico della città.

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