Finita un anno fa, la caserma resta vuota

DUEVILLE. È passato un anno dalla celebrazione di fine lavori voluta dalle amministrazioni comunali interessate e si è in attesa della chiusura dell´iter burocratico

I carabinieri non sono ancora entrati nella tenenza e i sindaci ora se la prendono con lo Stato «L´Italia è il Paese dei formalismi»

Sono passati 365 giorni dalla cerimonia di fine lavori alla caserma dei carabinieri, ma l´edificio rimane ancora vuoto. Esattamente il 15 marzo dell´anno scorso, le cinque amministrazioni comunali, finanziatrici dell´opera, si erano ritrovate in via della Repubblica per tagliare il nastro e brindare.
Dodici mesi passati tra lunghe trafile burocratiche e carte in tavola cambiate, a testimoniare che la luce in fondo al tunnel non era così vicina come si pensava. «Un edificio rimasto chiuso per un anno, lasciato a deperire, probabilmente intaccato dalla muffa e sicuramente con delle spese considerata l´illuminazione esterna che comunque è rimasta in funzione. Bisogna fare presto ad entrare, altrimenti sarà necessario rimettere mano alla struttura», polemizza Massimo Golzato, consigliere di minoranza del Movimento 5 Stelle.
«La responsabilità per questo ritardo la imputo al ministero. Per il resto penso che la cerimonia dello scorso 15 marzo sia stata una gran pagliacciata, con fini elettorali: è inutile festeggiare il raccolto prima della semina. Un buon auspicio, che però non è servito a niente».
Un punto di vista, quello del grillino, condiviso anche dal consigliere d´opposizione “Dueville Futura”, Nicola Zaffaina. «A distanza di un anno ci possiamo chiedere che senso abbia avuto quella cerimonia. Le persone si sono illuse. Ora basta chiacchiere e guardiamo le priorità, cioè ciò che chiedono i cittadini». Alle critiche dell´opposizione il sindaco di Dueville, Giusy Armiletti, risponde ammettendo che un ritardo del genere era impensabile. «Nessun amministratore, io per prima, avrebbe mai immaginato che sarebbero passati così tanti mesi. I motivi sono stati molteplici, come già spiegato nei mesi scorsi. Io voglio sottolineare l´impegno continuo e costante del Comune di Dueville nell´evadere in tempi brevi tutte le richieste relative a documentazioni e certificazioni che sono state avanzate in questi mesi dai vari enti. Non è stato assolutamente facile ricoprire il ruolo di capofila di un´opera come questa». «L´Italia è il paese dei formalismi», dichiara il sindaco di Caldogno Marcello Vezzaro. «Noi abbiamo lavorato per rendere la struttura operativa il prima possibile, ma la continua richiesta di documentazione e la questione sull´affitto hanno rallentato i tempi».
Per il primo cittadino di Monticello Conte Otto, Claudio Benincà, «è stato necessario chiarire oneri e onori con il Ministero degli Interni. L´attesa ha portato ad una convenzione maggiormente favorevole per i Comuni: se con gli accordi iniziali per i primi sei anni di attività la caserma sarebbe stata utilizzata in comodato gratuito, ora invece gli enti locali percepiranno fin da subito un affitto di 9.200 euro all´anno.
Inoltre, giudico normale celebrare la fine dei lavori quando un´opera è terminata. Questa tenenza, infine, è un esempio della drammatica situazione delle tempistiche e della burocrazia in Italia».
«L´intento di quella manifestazione era sensibilizzare gli organi superiori per velocizzare l´iter», aggiunge il sindaco di Montecchio Precalcino Fabrizio Parisotto.
«Sono amareggiata dall´atteggiamento che ha avuto il Ministero nei confronti dei Comuni», conclude infine il primo cittadino di Costabissara Maria Cristina Franco.
Ora dalla prefettura sembrano essere in arrivo buone nuove, con la speranza da parte dei Comuni che a breve i carabinieri possano effettivamente prendere in consegna la struttura.

Dalla prefettura arriva qualche speranza
«L´iter è ormai concluso»

«In aprile i carabinieri dovrebbero entrare nella nuova caserma che ospiterà la Tenenza».
A riferire che il lungo iter sarebbe in dirittura d´arrivo è la responsabile del servizio contabilità e gestione finanziaria della prefettura di Vicenza, Mariarosaria Manodoro.
«Il prefetto ha a cuore la questione della caserma di Dueville e stiamo seguendo passo passo le ultime procedure», spiega il funzionario.
«A inizio anno, eccezionalmente il Ministero degli Interni ha permesso la sottoscrizione dell´accordo sul contratto di locazione, derogando i vincoli del patto di stabilità. Successivamente tutta la documentazione necessaria è stata inviata all´agenzia del demanio per il rilascio dell´autorizzazione tecnica. Da gennaio ad oggi, l´organo ha richiesto altri documenti che il Comune di Dueville ha già inviato. Il nulla osta dovrebbe arrivare per fine marzo».
La trafila burocratica, infine, si concluderà con l´autorizzazione del Ministero per la stipula del contratto.
«I militari potranno quindi accedere alla struttura». Manodoro ha anche precisato che durante l´anno trascorso «non sono stati effettuati interventi manutentivi come non si sono verificate spese per le utenze. Solitamente lo standard per queste procedure è di sei mesi tra la fine dei lavori e l´ingresso dei carabinieri. In questo caso – conclude – con il cambio delle normative non è più stato possibile onorare gli impegni presi».
Intanto sulla questione ha preso posizione anche il consigliere regionale Roberto Ciambetti.
«È trascorso ormai un anno e la Caserma di Dueville non è ancora operativa», afferma. «Lo Stato non ha fatto la sua parte e anche l´Arma dei carabinieri, che sta facendo di tutto per essere operativa, finisce vittima della spending review».
Il consigliere Ciambetti ha anche precisato che «i lavori a Dueville sono stati portati a termine in tempi davvero record. Purtroppo la caserma c´è, ma rimane vuota. Siamo ai confini della realtà purtroppo».
Infine c´è da registrare una buona notizia. Un´azienda di Dueville ha deciso di donare più di cento articoli d´arredamento. La donazione include mobili per un valore complessivo di circa mille euro. Scrivanie, tavoli, armadi, armadietti, cassettiere e sedie. Il mobilio risultava essere in eccesso rispetto alle effettive esigenze dell´azienda, che ha voluto restare anonima. M.B.


Tagli dei nastri e bucatini all´amatriciana

Nel Paese dei bucatini all´amatriciana le inaugurazioni stanno alle elezioni quanto il guanciale sta alla ricetta cara ad Aldo Fabrizi. È risaputo: alla vigilia del voto si tagliano nastri. Non importa se le opere sono funzionali, quel che conta è che il tutto avvenga durante la campagna elettorale. È successo anche a Dueville, il 15 marzo scorso, a poche settimane dalle amministrative. Sindaci, consiglieri e assessori regionali, discorsi ufficiali, in una caserma priva della cosa più importante: i militari.
Applausi e brindisi. Poi il nulla assoluto. Dodici mesi impantanati nella burocrazia e ad aspettare che si trovasse un accordo sull´affitto fra Comuni e Ministero. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: a distanza di un anno funzionano solo le luci che illuminano, e consumano, uno stabile desolatamente vuoto.
La risposta dello Stato al bisogno di sicurezza dei sindaci è disarmante: mentre i criminali fanno festa la caserma viene messa al palo dalle carte bollate.

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