Logo

Finanza a caccia dei fondi di Giada

INDAGINE. Gli inquirenti avrebbero individuato all´estero dei conti degli indagati per la bancarotta “Antiqua marmi”

Le piste portano a Londra e in Lituania, dove voleva trasferirsi una “testa di legno” prima dell´arresto

Dopo la scarcerazione di Gianni Cobalchini, 57 anni, di Dueville, ritenuto il principale indagato per il crac “Antiqua marmi” con il suo studio di consulenza “Giada”, gli inquirenti sono a caccia dei soldi che sarebbero stati fatti sparire con la bancarotta della società di Montecchio Maggiore e di altre aziende, su cui sono in corso le indagini.
In questi giorni, gli investigatori del quarto gruppo (il pool composto da finanzieri e poliziotti delle sezioni della procura che si occupa di reati fallimentari) stanno cercando di risalire lungo alcune piste che hanno portato in Inghilterra, a Londra, e in Lituania.
L´inchiesta del pubblico ministero Pecori, che vede complessivamente una mezza dozzina di indagati (Cobalchini senior è ora ai domiciliari, dopo che il Riesame ha accolto la richiesta della difesa con l´avv. Marson), si interseca da vicino con l´indagine del procuratore Cappelleri sullo studio “Giada” e sul crac della società “Delta pelli”, società trasferita formalmente a Londra, ma i cui beni erano stati trovati nella sede di una newco e poi sequestrati.
A coordinare queste operazioni, ritenute illecite, sarebbe stata proprio “Giada”, che si sarebbe occupata dei trasferimenti fittizi di ditte oltre Manica e della documentazione per ingannare i creditori delle ditte decotte da far fallire. Questa attività, secondo la procura, era ben remunerata, e allo stesso tempo far fallire le vecchie società per crearne di nuove avrebbe consentito di mettere da parte ingenti risorse. Soprattutto se si pensa che gli inquirenti stanno analizzando l´attività di una trentina di aziende in odore di crac o già dichiarate fallite dal tribunale.
Cobalchini si sarebbe servito della complicità di alcune “teste di legno”, cioè di persone pronte a farsi intestare le ditte da far fallire. Fra queste Giuseppe Toniolo, 55 anni, di Sovizzo, che venne trovato casualmente nel corso di una perquisizione in un appartamento di Cobalchini e arrestato, in quanto liquidatore della “Antiqua”. Toniolo sarebbe stato sul punto di trasferirsi in Lituania, prima di essere ammanettato perchè con lui c´era anche la documentazione della società che, al pari dell´indagato, il curatore fallimentare non riusciva a trovare.
Il prossimo passaggio degli inquirenti saranno degli accertamenti su scala europea, probabilmente attraverso delle rogatorie, per individuare quali conti e proprietà abbiano gli indagati all´estero.

Tagged under: arresto bancarotta
Democratici per Dueville © - All rights reserved.

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.