Fidas, direttivo rinnovato Ora scoppia la polemica

DUEVILLE. Botta e risposta tra il consigliere M5S nonché socio della Federazione e il presidente

Golzato: «Votazione irregolare per come è stato scelto il seggio elettorale». Morbin: «Un'assemblea con sindaco e parrocco animata da collaborazione»

Polemiche sul rinnovo del direttivo duevillese di Fidas Vicenza, entrato in carica dopo il commissariamento del gruppo locale. Un'assemblea elettiva, quella ospitata dall'oratorio Santa Maria, che per il presidente provinciale dell'associazione Mariano Morbin è stata «contraddistinta dalla serenità dei toni e dalla collaborazione, con la partecipazione di sindaco e parroco». Ma che per il consigliere comunale della minoranza grillina Massimo Golzato, nonché tesserato Fidas, è stata «poco formale: non ho visto, come previsto dallo statuto di Fidas Vicenza, alcuna alzata di mano per la nomina del presidente dell'assemblea e del seggio elettorale composto da presidente, due scrutatori e un segretario. Ne chiederò conto all'associazione, ai circa trenta votanti presenti e ai testimoni».Il commissariamento del gruppo di Dueville era avvenuto dopo la mancata sottoscrizione di una circolare informativa di Fidas Vicenza con cui il consiglio di presidenza provinciale avrebbe imposto rimborsi personali nel caso di irregolarità nei conti. Una posizione non condivisa dall'ex direttivo che sostiene che «non è previsto da alcuna norma».L'assemblea per il rinnovo del direttivo duevillese è stato «un incontro costruttivo - ribatte Morbin - dai toni pacati e contraddistinto dalla collaborazione di tutti al termine del quale è emerso un gruppo dirigente già impegnato nell'associazionismo locale, che certamente saprà affermarsi anche nell'ambito del dono del sangue. All'assemblea elettiva hanno preso parte circa una sessantina di donatori di sangue, tra i quali il sindaco di Dueville, Giusy Armiletti, ed il parroco don Fabio Ogliani», aggiunge. «Ai neoeletti un augurio di proficua collaborazione e dialogo, fondamentali per la crescita dell'associazione e la promozione della solidarietà nel territorio». Ma le polemiche per il commissariamento dell'ex consiglio direttivo duevillese non sembrano essersi placate nemmeno con le recenti elezioni. «Quanto accaduto all'ex direttivo Fidas Dueville è inquietante», ha commentato Golzato. «È stato destituito in modo discutibile. Il "pomo della discordia" è stato una lettera di manleva che Fidas Vicenza ha imposto a tutti i gruppi della provincia che in sintesi recita "In caso di mancanze si risponderà con il proprio patrimonio personale" quando i direttivi dei gruppi locali già firmano i bilanci e li sottopongono al collegio dei revisori dei conti. Non è un rafforzativo, sembra invece una forzatura alla quale Fidas Dueville aveva presentato delle osservazioni». Per Golzato si sarebbero attuate anche forme ricattatorie nei confronti del gruppo duevillese. «Da gennaio 2017 Fidas Dueville non ha potuto attingere ai fondi per la promozione del dono di sangue. Vorrei capire il motivo di questo trattamento brutale: per me è un'ingiustizia aver azzerato le cariche, considerati i bilanci con rendicontazioni perfette e i risultati ottenuti dalla sezione duevillese». Accuse a cui in precedenza Morbin ha avuto modo di ribattere evidenziando che «il consiglio provinciale Fidas ha agito secondo le delibere degli organi associativi democraticamente eletti dall'assemblea provinciale». A sostegno del presidente provinciale si schierano ora anche altri responsabili dei gruppi locali. «Tutte le Fidas condividono quanto richiesto in quella circolare», dichiara Manuel Ponso, della sezione di Bassano del Grappa. «Nel 2015 quel documento è stato approvato all'unanimità dal consiglio provinciale e quindi anche dal direttivo di Dueville che poi nel 2016 ha invece espresso contrarietà», conclude Elisa Martini, presidente di Fidas Thiene. «Il mio pensiero è in linea con quel documento».

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