Ex canonica non agibile. Si cerca casa ai profughi

DUEVILLE. Necessari lavori strutturali all'edificio di Vivaro non più abitato da una decina di ann

Il parroco don Ogliani: «Sistemarla verrebbe a costare 130 mila euro Ma non li abbiamo e ora stiamo cercando un'abitazione in affitto»

Un anno dopo l'annuncio alla comunità, tramonta il progetto di accoglienza di un piccolo gruppo di richiedenti asilo all'interno dell'ex canonica di Vivaro. Se negli scorsi mesi l'unità pastorale Dueville-Vivaro si era dimostrata decisa nel procedere con l'iniziativa, che avrebbe portato nell'edificio di piazza San Pio X quattro o cinque ospiti, nelle ultime settimane sono emerse alcune criticità durante le fasi di progettazione dell'intervento di riqualificazione della struttura, disabitata ormai da nove anni.PROBLEMI. «I costi sono lievitati consistentemente - commenta il parroco Don Fabio Ogliani - La situazione strutturale dello stabile è più grave del previsto: ci aspettavamo di spendere tra i 40 e i 50 mila euro per poter sistemare l'ex canonica e quindi accogliere un piccolo gruppo di richiedenti asilo. Stando alle stime, però, dovremmo investire più del doppio: una somma fuori dalla portata della nostra Unità pastorale. In un momento storico economicamente difficile come quello che stiamo vivendo sarebbe complicato reperire 120 o 130 mila euro e io non voglio chiedere un contributo alle famiglie». Alle opere di sistemazione previste inizialmente, cioè quelle alle finestre e all'impiantistica idraulica ed elettrica, sarebbe necessario aggiungere degli interventi strutturali. Sacerdote e Consiglio pastorale hanno dunque abbandonato l'idea di rendere nuovamente abitale l'ex canonica che, se in un primo momento avrebbe dovuto ospitare alcuni profughi, in futuro sarebbe potuta divenire un'abitazione utilizzabile dalla diocesi per finalità sociali.IPOTESI. «Sicuramente non sarà ristrutturabile a breve termine - aggiunge don Fabio Ogliani - In ogni caso la nostra Unità pastorale intende mantenere i propositi iniziali, trovando un'altra soluzione». Nonostante la doccia fredda del preventivo dei lavori, parrocchia e fedeli hanno quindi deciso di andare avanti, cercando comunque di dare una mano nella gestione dell'emergenza umanitaria. «Tra le varie ipotesi quella forse più concretizzabile, suggerita anche dalla diocesi, vedrebbe la parrocchia prendere in affitto un appartamento situato all'interno del territorio dell'unità pastorale Dueville-Vivaro. Se poi ci fosse un cittadino di buona volontà che volesse mettere a disposizione un'abitazione sfitta gratuitamente o con un canone facilitato, ben venga - continua il sacerdote - Inoltre stiamo cercando di capire se è possibile accogliere un gruppo di 4 o 5 persone a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato, dando loro una mano ad integrarsi e a trovare un'occupazione. Comunque questo progetto potrebbe essere realizzato già per i primi mesi dell'anno prossimo».

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