Evasione, sequestro da 100 mila euro

L'INCHIESTA. L'indagine è scattata da una verifica dell'Agenzia delle entrate: la ditta avrebbe emesso 14 fatture per operazioni inesistenti

La Tributaria delle fiamme gialle ha eseguito il decreto nei confronti dell'azienda Gold Silver Madi srl di Dueville. Indagato il liquidatore

Un giro di fatture false nel settore orafo. È quello che sarebbe emerso nel corso di un blitz eseguito dagli investigatori della Tributaria delle fiamme gialle di Vicenza messo a segno nei confronti della Gold Silver Madi srl, azienda con sede a Dueville. Nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Giovanni Parolin, risulta indagato anche al liquidatore della società, Dina Bortolamei, alla quale la guardia di finanza ha provveduto a sequestrare beni per un valore complessivo di 94 mila euro.L'INDAGINE. A far scattare l'indagine è stata una verifica dell'Agenzia delle entrate di Vicenza che avrebbe accertato il fatto che la Gold Silver Madi srl di Dueville (società operante nel settore orafo) aveva denunciato, nella dichiarazione fiscale ai fini delle imposte sui redditi e dell'Iva relativa al 2011, elementi passivi fittizi avendo emesso 14 fatture per operazioni che sarebbero risultate essere inesistenti. Documenti emessi da soggetti che di fatto non avevano mai intrattenuto alcun rapporto con l'azienda orafa. Nella società infatti non sono stati rinvenuti né documenti e nemmeno i pagamenti riconducibili alle operazioni segnalate dal fisco. L'utilizzo delle fatture false nelle dichiarazioni fiscali avrebbe consentito alla società l'indebita deduzione di costi per circa 225 mila euro con un'evasione dell'Ires (le imposte sui redditi) pari a circa 45 mila euro; nonché un'indebita detrazione dell'Iva pari a ad altri 49 mila euro.IL SEQUESTRO. Coordinati dal pubblico ministero Giovanni Parolin, gli investigatori della polizia tributaria, guidati dal tenente colonnello Fabio Dametto, hanno sequestrato denaro contante per circa 8 mila euro nei conti correnti di Dina Bortolamei (liquidatore della società). Inoltre quote sociali, detenute dallo stesso liquidatore dell'azienda, per oltre 33 mila euro e altri 53 mila euro della quota di un'unità immobiliare di proprietà al 50 per cento della Bortolamei. In tutto i beni, sequestrati eseguendo un decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari Roberto Venditti, ammontano a 94 mila euro; ovvero alla somma relativa all'ingiusto profitto che sarebbe stato conseguito dall'imposta complessivamente evasa. L'operazione delle fiamme gialle si è sviluppata procedendo con il sequestro preventivo per equivalente del patrimonio della società, nei limiti del profitto realizzato con il presunto reato di evasione fiscale (attraverso l'utilizzo delle quattordici fatture false che sarebbero state rinvenute nel corso dell'accertamento dell'Agenzia delle entrate relativamente all'anno d'imposta 2011). Nel caso, poi, l'inchiesta dovesse procedere arrivando al processo e quindi alla condanna dei soggetti indagati i beni oggetti del sequestro preventivo verrebbero confiscati al termine dell'eventuale dibattimento che andrebbe ad aprirsi.

Tagged under: evasione fiscale

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.