Secondo editoriale Giornale di Dueville

Pubblichiamo il secondo editoriale del nuovo sindaco di Dueville Giusy Armiletti apparso nel numero di Luglio 2014 del Giornale di Dueville.

Sto scrivendo questo editoriale a neanche un mese dall’elezione e mi trovo a vivere, come tanti altri concittadini, un dramma che non riesco neanche a definire: una giovane vita che si spezza, in un momento durante il quale, forse, Francesco non vedeva vie d’uscita, non riusciva a credere che le difficoltà si potevano superare o almeno affrontare, con l’aiuto di qualcuno.
Quanto ci siamo sentiti, tutti, impotenti di fronte alle fragilità che i nostri adolescenti si trovano a vivere quotidianamente. Impotenti nel non riuscire a riconoscere le difficoltà negli occhi dei ragazzi, nonostante la giovinezza sembri l’età più bella della vita, quella dove tutto è possibile e non ti potrà mai accadere nulla di brutto.
Conosco molto bene la famiglia di Francesco, ma se anche non fosse stato così, non sarebbe stato minore lo sgomento che mi ha accompagnato nelle ore e nei giorni successivi al dramma.
L’intera nostra comunità si è sentita colpita e partecipe al dolore che ha vissuto e sta vivendo la famiglia di Francesco. Una partecipazione che si è manifestata in vari modi, senza il bisogno di essere accompagnata da troppe parole. Parole difficili da trovare. Per tutti.
La foto che accompagna questo scritto è stata scattata al “campetto”: Francesco e altri amici stavano collaborando, assieme alla Pro Povolaro, per renderlo fruibile ed utilizzabile da tutti. La “Povogang”, nome proposto da Francesco, come mi è stato riferito, aveva e ha nel campetto un punto di ritrovo e allo stesso tempo un motivo per sentirsi “parte” di un luogo, per imparare anche ad averne cura.
Quali occasioni abbiamo, oggi, per sentirci “parte” di qualcosa? Di una famiglia, un luogo, un progetto, un’attività lavorativa, un gruppo ….. e quante fragilità ci accompagnano, in questa ricerca di sentirci sempre all’altezza dei compiti che il nostro “essere parte” richiede?
L’augurio che faccio a tutti noi è che non abbiamo paura a condividere anche le difficoltà dei nostri percorsi di vita, sicuri che una comunità solidale saprà farsi carico anche di cammini difficili e tortuosi.
E Dueville sa essere comunità solidale..

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