Edificio commerciale da inchiesta

Il colosso della distribuzione Unicomm presenta un esposto contro il Comune per l´autorizzazione di un complesso di 5 mila metri

Attese, sono arrivate. Sono le carte bollate sull´affaire legato al nuovo centro commerciale Alì (o due esercizi di medie distribuzione di 2500 metri quadrati ciascuno, al secondo dei quali il Consiglio comunale ha dato il via libera a fine gennaio), che da anni sta surriscaldando il clima amministrativo di Dueville.
Da qualche giorno la procura ha avviato accertamenti dopo che Mario Cestaro, comproprietario col fratello Marcello della Unicomm srl, ha firmato un esposto che punta la giunta Bertinazzi per avere concesso di partire alla struttura concorrente che sorge a pochi metri dal quartiere generale del colosso della distribuzione berico con i marchi “A&O”, “Famila” ed “Emisfero”.
Nelle ventitrè pagine dell´esposto, rubricato per ora come atti non costituenti notizia di reato, che si trova sul tavolo del procuratore Antonino Cappelleri, l´avvocato Mauro Meneghini che tutela gli interessi di Unicomm, compendia asserite, e tutte da dimostrare, violazioni di legge, a partire da un ipotizzato abuso in atti d´ufficio «nelle persone che saranno individuate responsabili e si chiede che in tale ipotesi si valuti se procedere promuovendo l´azione penale che sarà ritenuta di giustizia». Quella che va in scena, dunque, è una battaglia dal forte contenuto economico che coinvolge due gruppi importanti della distribuzione regionale.
Da una parte la giunta Bertinazzi e la maggioranza hanno sempre pubblicamente affermato di avere seguito le regole e di avere fatto l´interesse del paese, visto che Alì, rappresentata dal patron Francesco Cannella, sta costruendo le nuove scuole elementari di Povolaro e per la seconda parte da 2500 metri quadrati versa 450 mila euro di oneri. In più occasioni il sindaco e il suo assessore delegato Modesto Gazzola hanno replicato alle critiche di opposizione e Unicomm spiegando di avere fatto tutto il possibile per limitare l´iniziativa di Alì, ricorrendo perfino al Tar e al Consiglio di Stato, ma chi di fronte alle nuove normative il rischio di una onerosa causa per danni in caso di sconfitta avrebbe pregiudicato il bilancio comunale.
Pertanto, si era scelta la strada della trattativa trasparente con la controparte e di massimizzare, pur con le mutate condizioni di mercato, l´ammontare degli oneri.
Come in ogni battaglia che si rispetti - tra l´altro Unicomm e Alì sono partner nel gruppo Selex -, la posizione dei fratelli Cestaro è dura, sospettando «una volontaria e cosciente violazione di norme di leggi nazionali e regionali che hanno, a quanto sembra, intenzionalmente procurato un cospicuo vantaggio alla società Ali». La ditta padovana «partendo da un terreno destinato ad attività produttive - si legge ancora nell´esposto da loro sottoscritto, e che vede la collaborazione di Dino Nani - nel volgere di qualche tempo, con passaggi amministrativi talvolta assolutamente repentini, anche di soli uno o due giorni e che paiono talmente avulsi dalle tempistiche del normale iter amministrativo, ha conseguito la possibilità di attivare una struttura commerciale equiparabile a un centro commerciale, non previsto da nessuna normativa, sopportando per ottenere gli opportuni provvedimenti di autorizzazione costi, in parte qua, insignificanti se rapportati agli effettivi benefici ottenuti».
Naturalmente il Comune respinge con forza la «malevola» ricostruzione di Unicomm, in considerazione dello sforzo fatto negli anni di mettere tutti gli operatori economici sullo stesso piano, tenendo conto delle intervenute mutate norme. Certo, più volte i rappresentanti della minoranza di centrodestra, come Patrizia Cavion, hanno contestato la giunta. La palla giudiziaria per il vaglio di legalità adesso passa al procuratore, che incaricherà gli investigatori di appoprofondire i capitoli di una vicenda complessa.


«Le regole rispettate Trasparenti»

Il sindaco in scadenza Giuseppe Bertinazzi l´ha ripetuto più volte, sia in Consiglio comunale che alla stampa: «Le critiche fanno parte delle regole del gioco, ma sulla vicenda Alì l´amministrazione comunale non ha nulla di cui rimproverarsi perché ha agito con scrupolo. Anche perché sapevamo di avere i fucili puntati. E comunque ogni passaggio è nell´ambito della legalità. La società sta completando una scuola e versa altri 450 mila euro per il secondo edificio, perché nel frattempo è cambiato il mondo e i 2 milioni di euro della prima parte sono fuori mercato con gli standard odierni. Il Comune ha agito nell´interesse dei suoi concittadini». Da parte sua i vertici di Alì, rappresentati da Francesco Cannella, hanno sottolineato in più occasioni di avere seguito le strade amministrative previste dai regolamenti, rispettando le leggi regionali e nazionali, e che nulla è fuori posto. Tutti si dicono traqnuilli per l´azione della magistratura. 

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