E la staffetta Mary ricordata da eroina

DUEVILLE. Ieri il funerale della partigiana di 104 anni medaglia di bronzo al valor militare e cittadino onoraria di Thiene

Arnaldi omaggiata per aver salvato molti perseguitati dai nazifascisti riuscendo ad accompagnarli in Svizzera

Una bara coperta di fiori, con appoggiato sopra un Tricolore cucito nel '44 e con la scritta "Brigata Loris". Così è entrata in chiesa la salma di Mary Arnaldi, la staffetta partigiana di 104 anni, deceduta nella notte tra lunedì e martedì scorsi. Ieri mattina, al suo funerale, in più di 300 si sono radunati nella chiesa del centro di Dueville per salutare un'ultima volta la donna che ricevette la medaglia di bronzo al valor militare e anche cittadina onoraria di Thiene. «La zia resistente, quella che ha scelto da che parte stare, una "brave lady", una signora coraggiosa, riconosciuta dagli Alleati», è il ricordo della nipote Tania Barcaro, accompagnato dalla lettura di un racconto di un viaggio di Mary verso la Svizzera, per portare in salvo tre persone dai nazifascisti. «Eri incuriosita dalla vita e ci dicevi sempre di aver combattuto per permetterci di votare». Nella mezz'ora che ha preceduto la funzione funebre, sono stati molti le testimonianze e i messaggi di commiato, scritti per salutare la partigiana, sorella del Giusto tra le Nazioni Rinaldo Arnaldi. Come quello inviato dalla staffetta di Giacomo Chilesotti, Lina Tridenti. «Ci siamo conosciute nella "Casetta Rossa" di Teresa Zolin, dove cercavo rifugio perché sui Berici eravamo stati scoperti. Mary e io siamo state vicine con compiti diversi fino alla Liberazione e anche durante i funerali dei caduti. Poi, legatissime per tutta la vita. Nel suo ultimo biglietto mi ha raccomandato di "tenere vivo il nostro passato, in modo che i politici di oggi non lo infanghino"». Oltre ai rappresentanti dell'Amministrazione comunale di Dueville e di Thiene, delle associazioni combattentistiche e di quelle partigiane della zona, presenti anche la figlia del comandante partigiano Italo Mantiero, Antonia, e la nipote, il consigliere regionale Alessandra Moretti alla quale Mary ha fatto da madrina. «Era una donna libera che ha deciso di lottare assieme a tanti amici ed amiche. Alzava le braccia e diceva "Noi abbiamo le mani pulite, perché siamo sempre stati onesti"», è il ricordo di Moretti. «Mary aveva fede e volgeva il suo sguardo verso l'alto e verso l'altro», ha concluso il parroco di Dueville don Fabio Ogliani. La bara è uscita dalla chiesa passando sotto Tricolori, gonfaloni e labari sulle note e le parole della tanto amata "Bella ciao".

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