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Durello in purezza: ecco Romeo, un dosaggio zero

IL VINO. La nuova etichetta, la quinta, della Cantina Bellaguardia

Dopo il rosè “Capuleti” la Cantina dedica all´altro amante della leggenda il suo metodo classico

Romeo, il Durello del Castello. Più che il nome di una bottiglia, assomiglia al titolo di una favola. E forse non si va troppo distanti, visto che l´ultima avventura di Isidoro Maccagnan e Marco Caltran è sicuramente una storia a lieto fine. È cominciata poco più di quattro anni fa sulla collina del castello di Romeo a Montecchio Maggiore e si è conclusa nelle scorse settimane con una bollicina in purezza che dopo Zero si candida a essere una nuova espressione di alto livello della Cantina Bellaguardia.
La bottiglia è elegante. L´etichetta blu riporta come da tradizione la sagoma del castello. Romeo, spumante prodotto quasi interamente con uve durella (90 per cento e 10 per cento pinot nero), rappresenta l´eccellenza del territorio. «Siamo nella zona del Durello “doc” - spiega Isidoro Maccagnan - anche se siamo entrati da poco. Da sempre, in ogni caso, usiamo questa tipologia di uva per produrre il nostro spumante, rosè escluso. Abbiamo voluto realizzare un durello in grado di esaltare le sue vere potenzialità, di forza e carattere; un durello in purezza». Il nome, Romeo, è una tradizione. «Non a caso - prosegue - i due nostri spumanti da uve “pure” prendono il nome dai due giovani amanti. Il Capuleti rosè, dedicato a Giulietta da pinot nero 100 per cento e Romeo, che nasce da vigneti posizionati sulla sommità della collina proprio adiacenti all´omonimo castello».
La tecnica è un marchio di fabbrica per le bollicine di casa Bellaguardia: dosaggio zero e metodo classico, la rifermentazione naturale in bottiglia che richiede un lungo e paziente lavoro. «Questa è l´unica zona spumantistica in cui è consentito sia il metodo charmat sia quello classico. Noi - spiega Maccagnan - ricerchiamo la qualità in purezza; dunque, senza aggiunta di solfiti e zuccheri in sboccatura. È un vero pas dosé che riposa sui lieviti per più di 50 mesi con ulteriore affinamento in bottiglia di 8 mesi».
Il tutto avviene nelle grotte sotto il castello di Bellaguardia, le celebri Priare, utilizzate come cave di pietra: «Fino a questo momento Romeo ha avuto riscontri eccellenti. Il nostro desiderio è rappresentare Vicenza, un territorio, un´uva unica con un grande spumante, che nulla ha da invidiare alle bollicine francesi. Non mettendo solforosa nella sboccatura riusciamo ad esaltare i profumi e le caratteristiche dell´uva».
L´ultimo nato in casa Bellaguardia è in commercio da poco meno di un mese. È stato prodotto in settemila bottiglie e rappresenta la quinta etichetta della Cantina dopo Zero (la natura senza compromessi), l´Extra Brut, il Capuleti rosè e il Riserva di Mario, prodotto solo nelle grandi annate.

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