Dueville, niente più hub. No di Comune e azienda

EMERGENZA SBARCHI. Tramonta l'ipotesi di allestire cento posti per migranti in un capannone

L'amministrazione consegna alla prefettura un documento firmato dal sindaco e dai capigruppo: «Sì all'accoglienza diffusa e condivisa»

Dal momento in cui è venuta a galla, non è durata nemmeno una settimana l'ipotesi di realizzare a Dueville l'hub per i migranti. Sta ingranando la retromarcia, fanno sapere dalla prefettura, il proprietario del capannone che avrebbe dovuto ospitare un centinaio di richiedenti asilo. Nel frattempo anche il Comune interessato ha mostrato il pollice verso: ieri sera il sindaco Giusy Armiletti assieme a tutti i componenti del Consiglio comunale ha incontrato il viceprefetto Massimo Marchesiello per consegnargli un documento che sintetizza il "no" del Comune all'hub e il "sì" all'accoglienza «diffusa e co-progettata, in linea con quello che stiamo già facendo da tempo».MARCIA INDIETRO. Gli indizi ci sono tutti. Gli uffici di contra' Gazzolle che danno quasi per certo il nulla di fatto e quasi in contemporanea il diniego dell'amministrazione comunale. Pare al tramonto l'idea (contestatissima) di realizzare un centro di accoglienza temporaneo in via della Tecnica a Dueville e questo obbliga la prefettura a cercare alternative per dare risposta alla cronica carenza di spazi. Del dietrofront della società che gestisce l'immobile, ieri mattina la prefettura ha informato anche il sindaco Armiletti che proprio in quelle ore stava confezionando la lettera da consegnare ai vertici dell'istituzione governativa, cofirmata dai capigruppo delle liste Democratici per Dueville, Dueville Futura e del Movimento Cinque Stelle, rispettivamente Alessandra Dossi, Nicola Zaffaina e Massimo Golzato. Per esprimere cosa? «La nostra perplessità rispetto alla concezione stessa dell'hub, che contestiamo a prescindere dal fatto che possa o meno sorgere nel nostro Comune». È no anche per ragioni di «dislocazione dei richiedenti asilo nel territorio». Coi numeri della vicina Sandrigo si rischia «che in un'asse viaria di una decina di chilometri si concentrino centinaia di migranti». Il documento si rivolge anche ai Comuni che tengono le porte chiuse, perché rivalutino «la possibilità». E infine lancia un messaggio chiaro alla prefetto, in riferimento al «ritardo» con cui l'ente municipale è stato messo a conoscenza della proposta: «Chiediamo che venga rispettato il ruolo dei sindaci», «la comunità ha il diritto di essere informata».BUONE PRATICHE. Ma il no è propositivo: il Comune, che nell'ex caserma dei carabinieri accoglie già 9 migranti, sta valutando con la parrocchia di dare ospitalità ad altri profughi («sempre nella logica dei piccoli gruppi»). Non solo: «Dueville è un paese accogliente, impegnato in percorsi di integrazione e solidarietà», conclude Armiletti, che a Marchesiello ha consegnato un secondo documento con la cifra che il Comune ha destinato in 12 anni ai progetti di cooperazione internazionale: 155 mila euro. «La decisione di aprire un hub - dice il sindaco - andrebbe a vanificare il lavoro fatto fin qui».

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