Due volontari in Angola grazie alle Befane scout

Passando di casa in casa coinvolte duecento famiglie
Il ricavato della tradizionale iniziativa dell'Epifania per un progetto di aiuto a Medici con l'Africa Cuamm

Le befane scout, di casa in casa, per combattere la malnutrizione nell'Africa sub-Sahariana: anche quest'anno l'Epifania a Dueville è sinonimo di solidarietà. Tramite la tradizionale iniziativa proposta dal gruppo scout "Dueville I" è stato possibile raccogliere delle offerte che andranno a sostenere un progetto per la promozione della salute materno-infantile e nutrizionale nell'ospedale di Chiulo in Angola. Per una notte una ventina di befane accompagnate da altrettanti spazzacamini hanno bussato alle porte dei duevillesi portando dolci ai bimbi e raccogliendo le donazioni dei genitori. «Hanno contribuito circa 200 famiglie e sono stati coinvolti una cinquantina di volontari scout di tutte le età», spiega la capogruppo Silvana Graser. «È un'iniziativa che proponiamo da oltre trent'anni e che permette ai bimbi di vivere la magica attesa per l'arrivo della befana. Nelle ultime edizioni abbiamo destinato le offerte raccolte alla Caritas e alla parrocchia per sostenere le famiglie in difficoltà del paese. Quest'anno, invece, due nostri capi scout partiranno per alcuni mesi di servizio in Angola, tramite il Cuamm, e perciò abbiamo pensato di devolvere le donazioni a questo progetto». Tra pochi giorni Paolo Rosa, 30 anni, e Mariandrea Parise, 22 anni, raggiungeranno il paese africano per prendere parte a "Prima le mamme e i bambini - 1000 di questi giorni", uno dei principali programmi di Medici con l'Africa Cuamm. L'iniziativa è estesa a tutti e sette i paesi dell'Africa sub-Sahariana. In particolare garantisce l'accesso gratuito al parto sicuro e a interventi nutrizionali a sostegno della mamma e del neonato dall'inizio della gravidanza fino ai due anni di vita del piccolo. «Andremo a Chiulo, in Angola, un paesino piccolissimo dove sarò impegnato nella realizzazione di un impianto fotovoltaico - aggiunge Rosa - mentre Mariandrea lavorerà nei villaggi per promuovere gli aspetti legati all'educazione sanitaria. Partiremo a inizio febbraio e vivremo in Africa per quattro mesi. Sicuramente vedremo una realtà totalmente nuova e diversa che ci porterà a mettere in discussione il nostro punto di vista e a cogliere quello di chi vive in questa realtà».

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