Doppio Minuetto La Vicenza-Schio ha un treno in più

TRASPORTI. La Regione annuncia potenziamenti per alcune tratte

Anche due corse sulla Padova-Bassano saranno “rinforzate” da cinque vetture di media distanza Chisso: «Miglioramento sostanziale del servizio»

Sembrerebbe un passo in avanti verso la risoluzione dei problemi del trasporto ferroviario regionale. Il condizionale, parlando di treni, è però un obbligo. Di certo, per le centinaia di pendolari che ogni giorno sono sulla Schio-Vicenza e sulla Bassano-Padova, l´annuncio dell´assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, di aumentare dopo Pasqua la capienza dei due convogli ha il sapore della vittoria. La vittoria di chi, infatti, fin dall´entrata in vigore dell´orario cadenzato a dicembre - ma in realtà ancora prima di allora - aveva denunciato più volte sovraffollamenti e ritardi.
Già oggi, informa la Regione, per il treno 5456 con partenza da Schio alle 8,10 e con arrivo a Vicenza alle 8,51 è utilizzato un “doppio minuetto”. Dopo il 21 aprile, invece, il treno 5932 con partenza da Padova alle 14,16 e arrivo a Bassano del Grappa alle 15,20 sarà composto di cinque vetture così dette di media distanza. Convoglio da cinque vetture “media distanza” anche per il treno R5942 con partenza da Padova alle 18,16 e arrivo a Bassano del Grappa alle 19,20. In tutto, si tratta di un aumento di 420 posti a sedere per convoglio.
«Continuiamo sulla strada di miglioramento sostanziale del servizio - spiega l´assessore Renato Chisso - con un lavoro che procede quotidianamente e che porta a costanti aggiustamenti con il budget a disposizione. Il servizio regionale non è disastroso così come è spesso dipinto. Noi ascoltiamo i nostri pendolari, i nostri cittadini, sia per gli aspetti soddisfacenti, sia per gli elementi che non vanno e che stiamo costantemente sistemando». In più, «c´è il problema delle risorse, poche, a fronte delle quali continuano i fenomeni di danneggiamento dei treni - aggiunge l´assessore -. È un fenomeno di cui nessuno parla e che spesso è equiparato a folklore ma che io considero anche effetto di una continua campagna di denigrazione. È un vandalismo che costa milioni di euro all´anno proprio ai contribuenti e ai viaggiatori». Incidendo, per inciso, sul costo di abbonamenti e biglietti.
Sullo sfondo, intanto, pesa l´incognita del contratto di servizio tra Regione Veneto e Trenitalia. L´accordo, infatti, è stato disdetto a dicembre 2013 con una lettera inviata dal governatore Luca Zaia a Trenitalia in cui si spiegava «di non rinnovare la convenzione alla data di scadenza prevista il 31 dicembre 2014». Al contempo, però, per “garantire la continuità del servizio", e per consentire sia l´avvio della gara europea sia il subentro di un eventuale nuovo gestore, Zaia chiese a Trenitalia «l´attivazione della prosecuzione del servizio nei dodici mesi successivi alle medesime condizioni contrattuali».
La decisione della Regione di rompere il con Trenitalia apparve subito come la diretta conseguenza dei continui ritardi, dei treni fantasma, dell´esasperazione dei pendolari. «Se le Regioni vogliono le gare - spiegò il manager - è evidente che ci sarà uno stop degli investimenti. Nessuno, infatti, investe se non ha la sicurezza di fare o meno un servizio».
C´è chi paragona il rapporto tra Trenitalia e i pendolari alla stregua di un´anziana coppia di coniugi che mal si sopporta da anni.
Un rapporto conflittuale che a dicembre, grazie all´entrata in vigore i nuovi orari cadenzati, raggiunse picchi mai visti. Il primo giorno, per esempio, un guasto sulla Verona-Venezia causò un ritardo di 14 regionali e 6 soppressioni. Furono coinvolti anche i convogli sulla Schio-Vicenza e Bassano del Grappa-Padova lasciando a terra decine e decine di passeggeri.

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