DI NUOVO SUL BACALÀ

I ricordi di Rosset fioriti in un volume di storie e disegni

Volge al termine il 2017, anno del trentennale della Confraternita del bacalà alla vicentina, e regala un'ultima sorpresa tra le molte che hanno costellato i dodici mesi consacrati al piatto più noto della cucina berica.Ci ha pensato Galliano Rosset, priore della Venerabile Confraternità, che ha riservato al bacalà un intero volume realizzato con la tecnica che è diventata il suo marchio di fabbrica, quell'unione di testi e disegni, gli uni e gli altri composti a mano, con cui ha immortalato innumerevoli aspetti della cultura popolare vicentina. «Anno dopo anno - scrive Nico Veladiano nella presentazione - Galliano Rosset sta completando una importantissima opera di rivisitazione della memoria vicentina e veneta relativa a tutto ciò che in vari modi e in molteplici contesti riguarda il cibo». La cartolina illustrata con la ricetta, creata per il trentesimo della Confraternita, era solo l'antipasto di questo libro in cui l'arte grafica di Rosset, affinata negli anni, si esprime al massimo livello.Si parte dalle tavole sulla conservazione, sulla storia dei Vichinghi, sul percorso che porta il Gadus morhua a diventare il "bacalà con una sola c". Le tecniche della pesca, l'economia di scambio, il viaggio di Pietro Querini, naturalmente, tutto viene raccontato da Rosset con garbo e divertimento. Ci sono simpatiche divagazioni - solo apparenti, in realtà - su temi paralleli come il casolìn, le canzoni popolari quali La mula de Parenzo, il lunario del Pojana, la sfilata della Rua.E la Confraternita? Galeotto fu un viaggio di una coppia di compianti amici, Michele Benetazzo e Virgilio Scapin. «Il destino - racconta Rosset - fece sì che Benetazzo si portasse il caro amico come compagnia ad un appuntamento importante di lavoro a Milano. Combinato lo scopo, i nostri scelsero un noto ristorante per gustarsi un desinare degno della fama della più grande città d'Italia. Strabuzzarono gli occhi quando lessero in menù "Baccalà alla vicentina" e curiosissimi di provare scelsero anche quella portata». I due decidono di fare l'impossibile per «far risorgere il vero bacalà alla vicentina», e il resto è storia degli ultimi trent'anni, fino al concerto in Teatro Olimpico e al gran galà di settembre.

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