Devis, il cacciatore dei luoghi abbandonati

LA STORIA. Di notte fotografo per discoteche e feste, di giorno l´ex elettricista 38enne di Dueville raccoglie immagini di case, fabbriche, hotel e siti militari dismessi

Il suo “foto-diario” su Facebook «Voglio far vedere alla gente cosa resta dentro questi vecchi edifici. Spero di entrare a San Biagio»

Passa dalle feste scatenate in mezzo alle piste da ballo delle discoteche al silenzio spettrale di una fabbrica abbandonata. Dalle cubiste in bikini ai senzatetto che vivono nelle stanze di un ex hotel. Devis Manuel Vezzaro, 38enne di Dueville, di mestiere fa il fotografo. E se con discoteche e locali notturni ci vive, con le case ridotte in macerie si diverte. E dopo aver elaborato le immagini per trasformarle in una galleria fotografica a metà tra Harry Potter e Gotham city mette tutto sulla sua pagina facebook. Che ha chiamato “I luoghi dell´abbandono”.
FOTOGRAFO PER CASO. Ha già visitato almeno 50 di questi luoghi dell´abbandono tra Vicentino, Veneto e Nord Italia, Vezzaro. Dentro e fuori: case abbandonate, ex fabbriche, ospedali psichiatrici dimenticati, basi militari dismesse e locali notturni. Dalla fabbrica alta di Schio alla Stebel di Vicenza, dal villino Cerato di Montecchio Precalcino a una casa pericolante a Breganze. Un percorso partito dagli scheletri delle ville e degli ex stabilimenti a due passi da casa e che arriverà a giugno fino al villaggio fantasma vicino a Chernobyl. Con l´idea di fare un foto-libro di un´intera città abbandonata in un solo giorno nell´aprile del 1986.
Pensare che di fotografia non sapeva nulla, Vezzaro. «Avevo una picola ditta di impianti elettrici - racconta -. Ma nel 2006 arriva la crisi e devo chiudere. Così ho fatto di tutto. Prima il barista, poi mi sono messo a recuperare e vendere vecchi juke box e flipper. Ma anche lì il mercato si è chiuso. Ho fatto anche i miei errori. Finché un giorno un amico fotografo per farmi entrare a una sfilata di moda al Crazy Bull delle Piramidi mi mette in mano una macchina fotografica: “Fingi di fare foto”. Io le faccio sul serio, lui le vede e mi dice “ehi, sei bravo”.
INCONTRI PERICOLOSI. Così Devis Manuel inizia la sua seconda vita. Si specializza nelle foto per feste, serate in disco ma anche matrimoni. Oggi lavora per la catena di ristoranti Zushi, per la discoteca Ca´del diavolo e The Big. «Anche a teatro per Jerry Calà» dice. Quello che conta «è che con le foto adesso mi guadagno da vivere». Ma se tutti i giorni è nei locali per il suo lavoro «un paio di volte la settimana faccio la mia pausa per il mio hobby». E se ne va in giro a cercare il passato. O quello che resta.
Anche qui una passione nata per caso: «Ero da amici a Consonno, il paese abbandonato in provincia di Lecco. E sono andato a fare qualche foto». E da quel momento ruderi e macerie diventano la sua missione: «Voglio catturare le ultime cose che restano e far vedere alla gente cosa c´è dietro e dentro questi edifici abbandonati. Magari ci passano davanti ogni giorno e non ci pensano». Poi c´è quel passaggio stridente tra «i locali dove si ostenta, vestiti firmati, bottiglie, ragazze e i senzatetto che trovo nelle case demolite che mi raccontano le loro storie».
È uno dei suoi problemi, quello degli abusivi: «Entrare dentro certi posti a volte fa paura. Quando sono stato all´Hotel Europa a San Lazzaro c´era un´intera famiglia. Ma poi spieghi e loro chiacchierano». Qualche problema anche all´Expò, discoteca di Altavilla ridotta a uno scheletro, dove Vezzaro ha incontrato gli africani che ci vivevano dentro. Oppure strisciare nella rete di cunicoli sotto la ex base Nato di Grezzana a Verona.
Inevitabile, visto che quello che cerca Devis Manuel sono le emozioni. «Il posto più bello da fotografare è la Fabbrica alta di Schio. Oppure gli ospedalipsichiatrici dismessi, come dquello di Rovigo. Fanno vramente impressione. È rimasto ancora tutto com´era, ci sono perfino le cartelle cliniche. E la stanza dove facevano l´elettroshock». Oppure la Lima, storica fabbrica di trenini modello di Isola Vicentina («dentro un grande vagone c´era uno che ci dormiva...»).
OBBIETTIVO SAN BIAGIO. Guai con i proprietari? «No, mi sono informato da un legale: se le recinzioni sono aperte e non rompo porte o lucchetti, non c´è violazione della proprietà privata». E adesso dove vorrebbe andare il predatore dell´area perduta? «Mi piacerebbe entrare nell´ex carcere di San Biagio, ma devo chiedere i permessi. Poi c´è l´ex Salieri a Fara Vicentino. E la discoteca Palladium di Torri di Quartesolo, devo sbrigarmi prima che la demoliscano».
Intanto Vezzaro prepara la sua mostra multimediale dentro la ex Lanerossi di Dueville, che ovviamente ha fotografato: «Farò delle installazioni particolari, immagini tra musica e fumo». E poi a giugno l´operazione Chernobyl, con la visita assieme ad altri 3 fotografi nel villaggio fantasma di Pripyat. Dove però avrà solo 6 ore per fare le sue foto da apocalypse day: è il limite massimo prima che le radiazioni diventino pericolose.

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