Corriere va a processo per l'incidente mortale

DUEVILLE. Lo schianto si era verificato a maggio all'incrocio tra la Marosticana e via Cresole
L'imprenditore Giuseppe Valente era rimasto in coma per 11 giorni dopo lo scontro contro un furgone L'autista è stato rinviato a giudizio

L'inizio del processo è stato fissato per il 25 marzo. Quel giorno Davide Marocchini, di 33 anni, residente in provincia di Pescara ma di fatto domiciliato in via Ceroni a Montegalda, si presenterà in tribunale per rispondere dell'accusa di aver provocato l'incidente nel quale ha perso la vita Giuseppe Valente, imprenditore di 72 anni, che abitava a Dueville. Così ha deciso il giudice per l'udienza preliminare, Massimo Gerace, che ha rinviato a giudizio l'imputato, difeso di fiducia dagli avvocati Enrico Pastore e Michele Vettore. Lo schianto mortale si era verificato il 7 maggio dell'anno scorso sulla Marosticana, al confine tra i territori comunali di Dueville e Vicenza. Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia locale del capoluogo, Valente era seduto al posto del passeggero mentre alla guida dell'auto c'era la moglie Ivana Carloni. La Fiat Uno della coppia stava viaggiando sulla provinciale in direzione della città per recarsi in ospedale, dove l'uomo aveva in programma una visita, quando il Fiat Ducato guidato da Marocchini, corriere espresso, sarebbe uscito da via Cresole svoltando a sinistra senza dare la precedenza alla vettura dei coniugi. Lo scontro tra il furgone e l'utilitaria era stato dunque inevitabile e particolarmente violento. La Fiat Uno era stata colpita sulla fiancata destra, dove sedeva l'imprenditore. L'allarme era scattato immediatamente. In Marosticana erano intervenute un'ambulanza del Suem e una pattuglia dei vigili del comando di stradella Soccorso Soccorsetto con il supporto di un equipaggio del consorzio Nevi. Medici e infermieri si erano resi conto che le condizioni del ferito erano particolarmente gravi e che non c'era alcun minuto da perdere. Da qui il trasporto con la massima urgenza all'ospedale San Bortolo, dove l'imprenditore è deceduto dopo undici giorni trascorsi in coma.Valente era molto conosciuto a Dueville, dove aveva sempre vissuto assieme alla sua numerosa famiglia. Era stato titolare per tre decenni del sacchettificio a conduzione familiare "Linea Valentina" e la sua morte aveva gettato l'intera comunità nello sconforto. «Quando mio padre è stato ricoverato in ospedale era molto grave e i medici ci avevano dato poche speranze - aveva raccontato affranto il figlio Fabio -. Era un grande uomo, dedito al lavoro e alla famiglia. Si è fatto da solo, partendo dal niente più di 30 anni fa quando ha deciso di fondare la sua azienda, un sacchettificio gestito a livello familiare. Nel suo lavoro ci metteva l'anima e la serietà era la caratteristica che più lo contraddistingueva». Marocchini dovrà dunque rispondere di omicidio stradale, mentre i familiari della vittima potranno costituirsi parte civile nel processo.

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