«Condannate i carabinieri a 26 anni»

DUEVILLE. Durissime richieste della procura a carico di 6 militari a processo per una lunga serie di accuse. La Corte d'Appello ha assolto 3 colleghi

Per il pm Salvadori «tre indagini antidroga del 2011 erano illegali» Sollecitati fino a 6 anni e 4 mesi
Gli imputati sono stati trasferiti

Per la procura quei comportamenti e quelle indagini sono state fuorilegge. Dopo tre ore di requisitoria, sono arrivate all'ora di pranzo le durissime richieste del pubblico ministero Luigi Salvadori per sei carabinieri, all'epoca in servizio alla stazione (oggi tenenza) di Dueville: complessivamente, ha sollecitato per loro più di 26 anni di carcere, ritenendoli responsabili di tutti i reati contestati. «Anche di quelli - hanno rimarcato polemiche le difese degli imputati - per i quali altri loro colleghi sono stati assolti di recente dalla Corte d'Appello di Venezia».PROCESSO. Ieri il magistrato ha chiesto 6 anni e 4 mesi di reclusione per il maresciallo Francesco Franzese, 46 anni, di Dueville; 5 anni e mezzo per il carabiniere scelto Angelo Landolfa, 32 anni, di Dueville; 5 anni e tre mesi per l'appuntato scelto Vincenzo Abram, 46 anni, di Villaverla; 4 anni, 10 mesi e 15 giorni per il maresciallo Paolo Speciale, 47 anni, di Caldogno; 2 anni e 10 mesi per il carabiniere scelto Antonio Laricchia, 33 anni, di Caldogno; e un anno, 8 mesi e 3 mila euro di multa per il maresciallo Giuliano Forlano, 49 anni, di Dueville, che all'epoca comandava la stazione. Per il pm sono responsabili, a vario titolo, di concussione, concorso in spaccio, peculato, falso e sostituzione di persona. Inoltre, il magistrato ha chiesto la condanna anche di tre civili, accusati di aver avuto un ruolo nello spaccio: si tratta di Abdelilah Aouinati, 24 anni, di Monticello Conte Otto (per lui un anno e tre mesi e 1.300 euro di multa); di Matteo Segato, 29, di Dueville (10 mesi e 1.200 euro), e di Dusko Paic, 25, di Monticello Conte Otto (6 mesi e 1.100 euro). Le difese replicheranno a partire da metà ottobre; la sentenza del collegio presieduto da De Stefano (giudici Garbo e Taschin) è attesa prima di Natale.ACCUSE. I fatti risalgono al 2011, quando scattò l'indagine avviata da una sim-card acquistata da un militare col documento di un altro. La sim, intercettata dalla Finanza, diede il via all'inchiesta del pm, che le ha portate avanti con determinazione. Inizialmente vennero indagati 12 carabinieri; quattro scelsero il rito abbreviato, due vennero condannati ma in marzo sono stati tutti assolti a Venezia. Sei anni fa per 5 militari scattò, dopo un lungo braccio di ferro fra procura e tribunale, il divieto di dimora a Dueville. Va detto che l'Arma - in aula sono stati sentiti il colonnello Sarno e il capitano Piscitello - non ha mai sospeso i militari coinvolti, e si è limitata a trasferirli in attesa della sentenza definitiva. Per la procura, come ha ricordato ieri il pm Salvadori, la responsabilità dei militari sarebbe stata quella di avere usato i confidenti in maniera illecita per far arrestare gli spacciatori. Sono tre le indagini antidroga condotte nel 2011 che sarebbero state portate avanti con metodo illegale. E se i carabinieri scelti protestavano il fatto che loro seguivano le indicazioni dei superiori, questi ultimi sottolineano di aver rispettato la legge. Per la pubblica accusa, invece, per nascondere quei metodi contrari alla norma avrebbero realizzato anche verbali falsi. «Non è vero».


Diego Neri
Tagged under: processo carabinieri

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.